«Teatro D’Annunzio, sicurezza disattesa»

Nuove accuse di Blasioli (Pd): lavori non eseguiti e limiti di capienza non rispettati durante gli eventi
PESCARA. Spuntano nuovi problemi di sicurezza per il Teatro D’Annunzio e, in particolare, per l’utilizzo della struttura con capienza massima durante alcune manifestazioni. A rilevarlo è l’accesso agli atti del consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, che già venti giorni fa aveva sollevato la questione dell’agibilità alla base del divieto di utilizzo dell’arena sul lungomare sud.
Sotto accusa da un lato il certificato d’idoneità statica temporanea, chiesto dal Comune ogni anno dal 2020 a oggi per verificare lo stato delle tribune e stabilire ogni volta il numero dei posti a sedere consentiti durante gli eventi, e dall’altro i lavori di puntellamento dei solai che si sarebbero dovuti realizzare nell’estate scorsa ma non sono mai stati effettuati. Gli unici interventi, infatti, finanziati con i fondi del Pnrr, hanno riguardato l’efficientamento degli impianti e la sostituzione delle sedie. Ora dai documenti ufficiali, come reso noto ieri mattina da Blasioli e dai consiglieri comunali Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Giovanni Di Iacovo e Mirko Frattarelli, emerge «un’ulteriore aggravante» e un quadro «piuttosto grave ed emblematico dell’approssimazione con cui la giunta Masci ha governato in questi cinque anni». «Ci troviamo di fronte», ha detto Blasioli, chiedendo chiarimenti e risposte dal sindaco, «a un’amministrazione che, oltre a non essere stata in grado di reperire i fondi necessari alla messa in sicurezza del teatro, sembra aver continuato annualmente a utilizzare una struttura precaria e pericolante senza nemmeno curarsi delle prescrizioni in merito alla capienza massima consentita rilasciate dai professionisti interpellati».
Dopo l’affidamento dello studio di vulnerabilità sismica nel 2020 (costato 16.500 euro, ma i cui risultati sono arrivati soltanto quattro anni dopo, l’8 marzo scorso), è emersa la necessità di un uso ridotto del teatro fino a una capienza massima del 25% pari a 495 posti rispetto a 1980. Nella certificazione del 3 agosto 2020, eseguita dalla ditta Edil Persico, si rileva anche «la necessità di intervenire nel breve termine per sanare in maniera definitiva le criticità rilevate mediante interventi strutturali permanenti». «Il che vuol dire», tuona Blasioli, «che il Comune, a partire da quella data, non solo era a conoscenza del pessimo stato della struttura, ma era anche perfettamente consapevole dell’urgenza di interventi risolutivi». Inoltre, da quel momento, il Comune ha dovuto chiedere ogni anno un certificato di idoneità statica temporanea. Si arriva così, sempre in base ai documenti, all’aumento della capienza a 800 posti nel 2021(con riduzione del 60%) e a 1.800 nel 2022 (solo il 10% del totale, in base al parere rilasciato dall’Ente manifestazioni pescaresi), poi confermata anche nel 2023.
«Ma in almeno due casi (e non possiamo dire in quanti altri ancora)», rilevano Blasioli e gli altri consiglieri, «queste riduzioni non si sono tuttavia riscontrate negli atti di convenzione che l’Ente manifestazioni o il Comune hanno sottoscritto con questi due soggetti: l’associazione culturale Ennio Flaiano e il consiglio regionale per il Festival dannunziano. Nelle convenzioni in nostro possesso sottoscritte tra l’Emp e l’associazione culturale che si occupa dei Premi Flaiano non c’è infatti traccia delle riduzioni imposte dai certificati di idoneità statica temporanea. Si legge, semmai, che non è consentito aggiungere ulteriori posti a sedere nel teatro, ma in nessun passaggio viene fatto riferimento a limitazioni sulla capienza massima come prescritto dai certificati, ovvero 1800 spettatori invece di 1980».

