Telecamere, 12 non funzionano

Il Comune pronto ad attivare la videosorveglianza in via Tavo e a sostituire gli impianti rotti
PESCARA. Di quelle pubbliche, in totale, sparse su tutta la città, a parte la zona dei Colli che è ancora scoperta, sono 152 anche se 12 non funzionano. Ma sommate a quelle private, «sono migliaia», rivela il vicesindaco e assessore Enzo Del Vecchio (nella foto). Sono le telecamere di sorveglianza a Pescara, con lo scopo di dissuadere qualsiasi atto illecito e di registrare quelli che vengono commessi così da incastrare i responsabili.
I blocchi, diciamo così, delle telecamere presenti in città, sono tre. Per uno, una cinquantina di telecamere in tutto, c’è un monitoraggio continuo: se vanno in avaria, immediatamente vengono riparate. Un secondo gruppo di telecamere, il più corposo, è sotto la gestione del Ced, il centro elaborazione dati del Comune, che all’incirca, una volta ogni due settimane, fa un controllo generale della funzionalità degli impianti. Un terzo gruppo, invece, è composto da un numero esiguo di occhi elettronici, però diventati di difficile rilevazione: sono le vecchie telecamere che entro un mese, fa sapere l’amministrazione, saranno sostituite.
Il punto è che le immagini catturate dalle telecamere non sono visionate in tempo reale da una centrale delle forze dell’ordine o dal Comune, ma vengono custodite, come previsto dalla legge, in un luogo segreto. Per la tutela della riservatezza, infatti, solo in seguito a un’autorizzazione giudiziaria è possibile accedere alla visione delle immagini. E la custodia delle immagini, tutte registrate in digitale, non è infinita: anzi, dopo 7 giorni si autodistruggono. Insomma, risalire all’autore di un delitto commesso 8 giorni prima di un’eventuale scoperta di un reato, diventa impossibile.
«Si tratta di un controllo quasi generalizzato su tutto il territorio», sottolinea Del Vecchio in riguardo alla mappa cittadina della videosorveglianza. «La città non è militarizzata», prosegue il numero due dell’amministrazione comunale, «ma mantiene una tutela di salvaguardia sulla comune convivenza, senza eccessiva pervasività. Tra strutture pubbliche e private», aggiunge Del Vecchio, «vi è un controllo del territorio il quale, prima ancora che reprimere, aiuta, con un’azione dissuasiva, il non perpetrarsi di azioni illegali».
Secondo il Comune, le telecamere funzionanti, 140, sono nelle piazze Salotto, Primo Maggio, San Giuseppe, IV Novembre, Santa Caterina e San Gabriele, e poi in via delle Caserme e in via Caduti per servizio, alla Nave di Cascella, sul Ponte del Mare, all’Aurum, nella zona stadio, al parco Florida, al mercato coperto di via dei Bastioni, al mercato ittico, al Museo del mare e al Vittoria Colonna, e poi alla Polizia municipale. Le 12 telecamere che non funzionano sono a villa Sabucchi, a Colle Marino, a Villa de Riseis, alla stazione, in via Mezzanotte, in piazza Trigno, in via Lago di Capestrano e nel perimetro del Comune (ma funziona quella all’ingresso di piazza Italia). Sono invece in fase di installazione in via Tavo, in piazza Garibaldi, sul lungofiume e in piazza Alessandrini.
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