Telefonate dalla Asl assolto dirigente
PESCARA. Dopo un funzionario già scagionato, anche un dirigente della Asl di Pescara è stato assolto dallo stesso reato di peculato: come il funzionario, anche il dirigente non ha usato il telefono...
PESCARA. Dopo un funzionario già scagionato, anche un dirigente della Asl di Pescara è stato assolto dallo stesso reato di peculato: come il funzionario, anche il dirigente non ha usato il telefono dell’ufficio per fini personali. Lo ha deciso il tribunale di Pescara con la formula del fatto non sussiste.
L’indagine era partita nel 2014 da due esposti anonimi, firmati con i nomi falsi di Antonio Cialini e Antonio Cimini. I due esposti anonimi, inviati all’allora direttore generale Asl Claudio D’Amario, avevano lanciato accuse sull’«uso improprio» dei telefoni degli uffici sanitari parlando di «parassiti». Sulla base delle denunce, D’Amario aveva avviato subito accertamenti interni: D’Amario aveva chiesto a un esperto delle telecomunicazioni della Asl di scaricare 4 anni di tabulati dai terminali e poi, tramite una collaboratrice, aveva presentato la denuncia in questura allegando gli atti. Se si aspettava telefonate costose ai parenti in America o chiamate lunghissime alle amanti, non è andata proprio così: sia il funzionario che il dirigente hanno dimostrato che le pochissime telefonate contestate erano state fatte per motivi di lavoro. Addirittura, al dirigente erano state contestate anche 6 chiamate con il ministero degli Affari esteri ma, evidentemente, si trattava di normali telefonate di lavoro.
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