Tentato omicidio, operata la 29enne

2 Giugno 2023

Civitaquana. Intervento alla bocca per Palma, Fasciani ancora in Rianimazione

PESCARA. È stata operata ieri pomeriggio Paola Palma, la 29enne di Civitaquana ferita a colpi di pistola la sera del 17 maggio nell’abitazione di contrada Sterpara in cui vive con il compagno Giancarlo Fasciani, di 56 anni, anche lui rimasto gravemente ferito. A sparare Nico Fasciani, fabbro di 24 anni, figlio di un cugino del 56enne, e rinchiuso nel carcere di San Donato con l’accusa di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione e di porto di armi in luogo pubblico.
Palma ha subìto un delicato intervento chirurgico alla bocca, nel corso del quale le sono stati estratti un proiettile e alcuni frammenti. Il compagno era stato operato, invece, la scorsa settimana. A lui erano stati estratti tre proiettili e alcuni frammenti dalla spalla. Entrambi sono ancora ricoverati nel reparto di Rianimazione.
Più critiche le condizioni di Fasciani, anche se negli ultimi giorni ha mostrato dei lievi miglioramenti.
Stando a quanto riferito dalla 29enne, che è riuscita ad allertare i soccorsi, il giovane è entrato nella loro casa, ha chiesto di andare al bagno e poi ha iniziato a sparare utilizzando una pistola Beretta, modello 92 Fs calibro 22 che deteneva regolarmente per uso caccia.
Il 56enne, che era sul divano, è stato colpito alla fronte, riportando lesioni serissime alle orbite. La donna, distesa sulla poltrona, è stata invece ferita al volto e al torace.
Non è ancora chiaro il movente. Sino ad ora, il 24enne, conosciuto e ben voluto da tutti in paese, lavoratore e impegnato nel sociale, non ha voluto dire nulla sui motivi del suo gesto. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Fabrizio Cingolani, che ha convalidato l'arresto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Anche nei brevi colloqui avuti in carcere con i suoi difensori non ha dato spiegazioni. La procura di Pescara si è affidata a una perizia da effettuare sui supporti informatici del ragazzo e delle due vittime. L'obiettivo è cercare un collegamento fra loro; verificare quali siano stati gli ultimi contatti e se ci siano registrazioni audio, fotografie o messaggi scambiati prima del fatto. Ancora, si vuole capire meglio la questione droga. Immediatamente dopo l'arresto, il 24enne stesso ha detto ai carabinieri chein qualche occasione lo zio gli avrebbe ceduto della cocaina. (a.d.f.)