Terapie intensive, ricoveri al 37%

23 Febbraio 2021

La conferma dai dati Agenas per l’Abruzzo. La variante fa paura nel Pescarese

PESCARA . I ricoveri in terapia intensiva si attestano al 37,25%, con l’occupazione di 76 posti letto. Secondo i dati di Agenas infatti i posti disponibili in terapia intensiva nella Regione Abruzzo sono oggi 204. Questo dicono i numeri mentre aumentano le segnalazioni dei contagi dovute alle varianti del virus.
Al momento, però, costruire una mappa delle varianti stesse che stanno circolando nel nostro Paese è impossibile perché mancano le sequenze e gli unici dati disponibili, basati però su un numero esiguo di casi, sono quelli della prima indagine rapida condotta dal ministero della Salute il 5 e 6 febbraio. Per inizio marzo sono attesi gli esiti della seconda indagine. Per questo «è possibile fare solo delle correlazioni», osserva il fisico Roberto Battiston, coordinatore dell'Osservatorio dei dati epidemiologici del Dipartimento di Fisica dell'Università di Trento e autore, con l'Agenzia nazionale per i servizi nazionali (Agenas), delle prime proiezioni a sette giorni dell’aumento delle infezioni di SarsCoV2 nelle province. «Il prossimo passo», ha detto il fisico, «dovrà essere vedere i dati sulle varianti nelle regioni e nelle province, ma al momento i dati non ci sono».
Le stime sull'aumento dei contagi a una settimana, frutto dell'analisi di Agenas e Università di Trento, potrebbero però fornire un primo indizio utile. Segnalano, per esempio, che in 36 province su 107, nove hanno un incremento previsto superiore al 20% e 14 superiore al 10%. Nelle restanti 13 è stimata una crescita dei contagi inferiore al 10%. E così fra le province con la stima di incremento maggiore c'è Pescara (21%), dove sono numerosi i casi di variante inglese, così come a Chieti, dove l'aumento dei contagi è stimato dell'11% a una settimana.
«Non ci sono però elementi», rileva Battiston, «che permettano di attribuire la crescita stimata a focolai legati a una frazione crescente di varianti, oppure se è la versione tradizionale del virus che ha preso vigore». Secondo il fisico «ci sono comunque già elementi sufficienti per ragionare su un lockdown a livello di singole province».