Termoscanner, rose e brindisi: diploma festeggiato in sicurezza

Studenti accompagnati da genitori, compagni e fidanzati: «Ora è tutto finito, che liberazione»
PESCARA. I papà regalano rose alle figlie in preda all'ansia. Le mamme rifocillano i ragazzi con le pizzette al pomodoro e organizzano voli di palloncini in piazza Salotto. Il brindisi col prosecco in strada, tra compagni di classe. I fidanzati che si diplomano nello stesso giorno. Una sola ora sotto torchio e poi liberi tutti. Superata la prova orale davanti alle commissioni composte da professori che per tutto l'anno, tra presenza e remoto, non hanno mai lasciato soli i loro studenti, l'esame di Maturità, ai tempi del Covid, diventa una festa di famiglia consumata davanti alle scuole.
Il diploma con mamma e papà, fratellini e sorelline, testimoni: come se fosse una laurea. Tutti insieme per dare aiuto e conforto agli studenti che ieri, primo giorno d'esame, hanno affrontato la prova impauriti anche dalle novità delle mascherine, disinfettanti e distanziamenti e da qualche ritardo tecnico causato dai sistemi informatici in tilt. Sono le 10,22 e al liceo scientifico Galilei, diretto da Carlo Cappello, Sofia Malcangi, 18 anni di Pescara, ha già terminato la prova. Papà Giuseppe le va incontro con un mazzo di rose arancioni, mentre mamma Evelina Corbelli le ha preparato una sorpresa: «Faremo volare dei palloncini in piazza Salotto, è il nostro modo per dire a Sofia: e adesso vola verso la vita. E' l'unico giorno di esame, non potevamo mancare».
La ragazza ha ancora il batticuore: «Ho trascorso la notte a ripassare, ma è andato tutto bene. Ho discusso D'Annunzio, diventerò una ricercatrice di Biologia». L'amica testimone, Giulia De Pompeis, la rincuora: «Sei stata bravissima». Enzo Orsini e Blerina Ajdini, volontari dell'associazione Valtrigno Pescara, si occupano della security: «Abbiamo rimandato a casa chi aveva i calzoni corti, all'esame ci si presenta con decoro». Misurano la temperatura allo studente Antonio Sassanelli, 18 anni, che ieri confortava i compagni. Tra cui Emanuele Di Silvestro, col cornetto in tasca come amuleto. Davanti al liceo Classico D'Annunzio si stappa lo spumante in strada. Brindano Carlotta Torino Rodriguez, 19 anni, pescarese e il compagno di classe Riccardo Anzoletti, 5D. Carlotta sorride. Reca in mano il mazzolino di rose, dono di babbo Andrea. Mamma Paola è stata la sua testimone. «Com'è andata? Benissimo, una liberazione. Ho discusso di magia e schiavitù, tematiche attuali. Farò Giurisprudenza a Roma o Milano. Dopo 3 mesi senza scuola, l'impatto è stato emozionante». Riccardo è coccolato da mamma Anna Di Tullio e papà Mirko con la sorellina Martina, 6 anni e il testimone Francesco Pignoli, che dicono: »E' il nostro orgoglio». Arrivano le pizzette, si fa cin cin con il prosecco. Lo studente ripercorre con puntiglio le materie d'esame: Polibio, Cicerone, D'Annunzio con le Vergini delle Rocce, Il Piacere, la Pioggia nel pineto, Seneca, Orwell. E commenta: «Me la sono cavata, nel futuro Giurisprudenza o Economia. Esame da privilegiati? No, ci sono stati tolti gli ultimi 3 mesi, le lezioni a distanza sono da rivedere anche per le difficoltà tecniche».
Poco più in là, Cecilia Pizzorulli, 20 anni, trema. Sta per entrare: «Ho l'ansia, ma ho ripassato tutto il possibile». La rassicura l'amica testimone, Bianca Miani, 19 anni, che studia da infermiera: «E' l'ora peggiore, ma è forte». Hanno cantato a squarciagola "Notte prima degli esami" davanti a scuola, Asia Donatelli, Ludovica Bronzi e Cristina Bortone, che da grande faranno la manager, la biologa marina e l’avvocato ambientalista, ma intanto attendono il loro turno sulle scale del liceo di via Venezia. Leggono il Centro e si fanno forza l'un l'altra: «Non abbiamo dormito e mangiato solo burro di arachidi. Il lockdown ci ha angosciato, abbiamo pianto, ci sono mancati i compagni, i prof, le ultime cose che si fanno prima dell'esame e dell'addio a scuola». La preside del Classico, Donatella D'Amico: «Il momento è sacrale, i colloqui si svolgono con padronanza e serenità da parte dei candidati».
Al liceo statale Marconi, striscioni e attese. Chi doveva entrare alle 8,30 è rimasto fuori fino alle 9,50 e così via. «Ritardi causati da problemi di connessione con i pc scolastici», rivelano gli studenti che aspettano fuori, «già massacrati da tre mesi di didattica a distanza e dallo studio in solitaria». Sono le 12 e 3 minuti e aspettano da ore, Andrea Pasquarelli, Francesco Merco, Daniele "Dima" Di Matteo, Nina Dell'Osa e Martina Meccia. E volgono un pensiero «alle famiglie che per colpa del Covid hanno perso i loro cari». All'Alberghiero, la volontaria della Croce Rossa Emanuela Pallizzi esorta gli studenti a mantenere le distanze. Camilla Parisi è un concentrato di felicità, circondata dall'affetto di mamma Stefania Greco e dalla sorella Carmelita: «Tutto finito, sono contenta», dice la ragazza, «ero serena durante la prova, ora lavorerò nel panificio di famiglia» aperto in centro anni fa dai nonni Giovanni Greco ed Elisabetta Tauro. All'esame ha illustrato il plastico del ristorante dei suoi sogni che forse aprirà col fidanzato Stefano Parete, macellaio, accompagnato da papà Raffaele e mamma Gisele Basso. La preside dell'Alberghiero, Alessandra Di Pietro: «I nostri ragazzi sono il motore del futuro. La vera prova di maturità l'hanno affrontata a casa, con tante nuove regole di vita». Minuti di ansia al liceo Misticoni prima dell'esame per Eleonora Gris, Beatrice Pitucci e Sarah Paolini. All'ingresso devono «consegnare telefonini e borse che rimarranno imbustati per tutto il tempo», rivela Giorgia Camplone, volontaria della Croce Rossa.

