Terra: vietato recintare le nostre attività non sappiamo più come proteggerci

18 Dicembre 2016

«Non possiamo recintare i nostri stabilimenti, ma poi ci troviamo a subire dei furti». Alessio Terra (nella foto), della Croce del sud, sa bene cosa vuol dire ricevere la visita dei ladri perché...

«Non possiamo recintare i nostri stabilimenti, ma poi ci troviamo a subire dei furti». Alessio Terra (nella foto), della Croce del sud, sa bene cosa vuol dire ricevere la visita dei ladri perché anche il suo locale è stato saccheg-

giato, in passato. E l’ideale sarebbe protegge-

re le strutture, per evitare le incursioni dei ladri, ma il Piano demaniale impedisce una serie di interventi. «Io ho subito un verbale», racconta, «perché ho realizzato una recinzione allo stabilimento e non avrei potuto». Poi, però, quando le strutture sono senza protezione, «arrivano i ladri. Va bene che dobbiamo lasciare libero il passaggio alla spiaggia ma almeno ci facessero recintare» gli edifici. Non è normale, dice ancora Terra, che qualcuno «protesti quando si creano delle barriere rispetto alla battigia e al mare ma poi non si sente nessuno quando le nostre strutture vengono prese di mira dai ladri». Le telecamere, a cui molti si sono affidati per tenere sotto controllo le attività, purtroppo servono a poco, perché ormai «i ladri si incappucciano e si rendono irriconoscibili. Servono più controlli ed è necessario fare qualcosa», conclude il balneatore. Anche perché, fa notare, «d’inverno il degrado è totale», sul lungomare, e «sulla spiaggia accade davvero di tutto», senza che nessuno se ne accorga. Perché la battigia è abbandonata a se stessa, dicono all’unisono gli operatori: sette chilometri che, con le basse temperature, diventano terra di nessuno.