Terremoto, a Penne centinaia di edifici sono ancora inagibili

28 Agosto 2018

La metà delle pratiche del sisma 2009 è rimasta inevasa L’assessore: «Alcuni palazzi vanno abbattuti e ricostruiti»

PENNE. Sono passati due anni dall’inizio dello sciame sismico che ha colpito il Centro Italia. Quattro scosse violente e dolorose: 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e gennaio 2017. Il terremoto ha lasciato ferite anche nella città di Penne. Le squadre della protezione civile, a due anni dal sisma, hanno effettuato complessivamente qualcosa come 889 sopralluoghi. A oggi, ben 249 strutture hanno ricevuto esiti di non utilizzabilità. Altre 190 strutture periziate attraverso la procedura della scheda Fast (fabbricati per l’agibilità sintetica post terremoto) sono state rimandate a un sopralluogo di approfondimento della squadra Aedes (agibilità e danno nell'emergenza sismica). Nei confronti dei privati sono state emesse 221 ordinanze di sgombero e 40 ordinanze, sempre nei confronti di privati, devono ancora essere firmate dal sindaco Mario Semproni. Insomma la situazione non è delle più semplici e già diverse realtà imprenditoriali hanno dovuto cedere il passo. In piazza Luca da Penne, addirittura, a causa del provvedimento di non utilizzabilità di un palazzo, da gennaio scorso diverse attività imprenditoriali hanno chiuso i battenti o hanno dovuto spostarsi altrove. Tra le attività colpite dal provvedimento, il bar-pub Chicco Verde (aperto dal 2014), che si è spostato in un locale poco distante, l’edicola Sacco, che ha deciso di non riaprire, l’agenzia di pratiche auto Milano e uno studio notarile, anche loro costretti a traslocare. Che la situazione non sia facile è stato evidenziato anche dall’assessore al patrimonio del Comune di Penne, Gilberto Petrucci. «Alcuni edifici purtroppo vanno abbattuti e ricostruiti. I titolari di abitazioni non agibili usufruiscono di un Contributo di autonoma sistemazione (Cas) che ricade mensilmente per un importo di 39mila euro. Nel 2009, l’anno in cui si è verificato il terremoto dell’Aquila, il sisma ha interessato anche Penne: ci sono state 172 domande di contributo e, attualmente, solo il 50% delle pratiche è stato lavorato, mentre per il restante 50% l’istruttoria è ancora in corso», ha commentato Petrucci.
Il terremoto che dall’estate 2016 si è trascinato fino a gennaio 2018 ha visto il suo triste epilogo con la tragedia di Rigopiano.
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