Terreni edificabili: adesso possono tornare agricoli

Spoltore. L’amministrazione Trulli apre il bando per le domande di retrocessione Il sindaco: «In questo momento il mattone è fermo, meglio puntare sul verde»
SPOLTORE. Pagare l’Imu su terreni edificabili che però restano abbandonati. Per questo, dai residenti è partita la richiesta di retrocedere quelle aree ad agricole e la giunta di Spoltore ha detto sì. Sono state avviate le procedure di retrocessione in zona agricola o verde privato delle aree edificabili: nei prossimi giorni verrà pubblicato l’avviso per la manifestazione d’interesse, alla quale i cittadini interessati potranno rispondere. «Si tratta di un’opzione che abbiamo deciso di attivare su richiesta di alcuni cittadini», dice il sindaco Chiara Trulli. «In questo momento di stop per l’edilizia, è perfettamente naturale che alcuni preferiscano il verde alla possibilità di nuove costruzioni». Una volta pubblicato l’avviso, ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2023 per presentare le domande.
Negli ultimi anni è profondamente mutata la situazione socio-economica, sia nazionale sia locale, con ripercussioni anche nel settore edilizio. Di recente, poi, questo processo è stato accentuato dalle conseguenze della pandemia e dal rincaro dei prezzi delle materie prime: «Riteniamo opportuno seguire gli indirizzi delle più recenti normative urbanistiche», prosegue il sindaco, «che tendono al contenimento del consumo del suolo, privilegiando la rigenerazione urbana e la riqualificazione delle aree già urbanizzate, anche in applicazioni delle leggi di settore che incentivano questi interventi, come il sismabonus e l’ecobonus, già recepite dall’ente. Le richieste saranno valutate ammissibili se compatibili con le previsioni di assetto generale previste dal piano regolatore per l’area in cui ricadono». Secondo la normativa regionale, non costituiscono variante agli strumenti urbanistici generali e attuativi le «retrocessioni a zona agricola o verde privato da precedenti zone con carico urbanistico superiore».
Tra i Comuni vicini, nel 2008, a Chieti, è passata edificabile una serie di terreni fino ad allora agricoli. Ma nel 2013 il Comune, preso atto delle difficoltà dei proprietari, limitando il consumo di suolo e contenendo il dimensionamento del Prg, ha emanato un avviso pubblico per la presentazione delle istanze di retrocessione: hanno fatto seguito 16 istanze; nel 2014 il Comune ha replicato l’iniziativa, ricevendo questa volta 55 istanze confluite nella seconda variante specifica al Prg.

