Terrorizzava i vicini, coppia condannata

Pena di un anno a testa: insulti, soprusi e secchi d’acqua su una famiglia, condòmini seguiti e poi ripresi con il cellulare
PESCARA. Le liti condominiali ormai monopolizzano molto del lavoro dei tribunali, ma a volte il limite viene superato come nel caso di una coppia di nuovi proprietari di un appartamento di un immobile di Montesilvano, che all’indomani del loro ingresso (nel 2012) avrebbe iniziato a rendere la vita impossibile alla famiglia che abita l’appartamento posto al piano superiore. Angherie e soprusi fino ad arrivare alle denunce e a un processo per stalking che si è concluso nei giorni scorsi con una sentenza di condanna a un anno di reclusione ciascuno per moglie e marito, mandati direttamente a giudizio dal pm Fabiana Rapino.
Tanto era assillante lo stalkeraggio della coppia che persino il legale delle vittime, l’avvocato Paolo Sardini, fu costretto a presentare una denuncia: i due imputati avevano infatti esposto sul muro della palazzina anche la missiva con la quale il legale li richiamava a un comportamento più corretto, una lettera alla quale i due legarono anche un rotolo di carta igienica scrivendo sulla nota del legale “Disutile”. Ma le scritte erano diventate tante: “vai via satana”, o quella più incomprensibile, “il grande fratello guarda le tue macugne”, e altre ancora.
E poi episodi anche violenti: «Con vessazioni continue e ripetute nel tempo», scrive il pm, «molestavano, minacciavano i predetti, riprendendo con il cellulare i loro spostamenti, seguendoli, occupando gli spazi esterni con tendoni ed oggetti ingombranti, parcheggiando l’autovettura su spazi non di loro pertinenza, disturbando nelle serate estive con musica fino a tarda notte, provocando rumori notturni». A volte, infatti, utilizzavano trapani e scope elettriche fino alle tre del mattino. Oltre alle telefonate prima mute, poi parlate, con minacce e insulti nei confronti della coppia che abita sopra di loro. Arrivavano a buttare sistematicamente secchi di acqua (a volte con l’aggiunta di alcol, detersivo e varechina) addosso a tutti i componenti della famiglia presa di mira, quando passavano sotto casa. E con il tempo le cose sono addirittura peggiorate, se possibile, nonostante l’intervento del legale, finito anche lui nella black list della coppia di condomini, poi diventati imputati.
In una occasione una delle vittime fu costretta a ricorrere anche alle cure dei sanitari per uno scatolone che gli era piovuto in testa. Una lunga serie di episodi ormai diventati insostenibili, che alla famiglia diventata vittima di queste persecuzioni, «cagionavano un perdurante e grave stato di ansia e timore per la propria incolumità personale», come si legge nel capo di imputazione stilato dal pm Rapino, «costringendoli a cambiare le proprie abitudini di vita, in quanto gli stessi limitavano i propri movimenti, evitando di uscire di casa, e di utilizzare gli spazi esterni anche soltanto per curare le piante e l'orto».
E poi è arrivata la decisione del giudice Marina Valente che ha condannato la coppia a un anno di reclusione ciascuno e al risarcimento dei danni che verranno quantificati in sede civile.

