Test rapidi: stop per i Comuni

L’avviso di Casinghini (Protezione civile): servono per le scuole. Piccoli centri penalizzati
PESCARA. La Regione taglia i tamponi rapidi destinati agli screening sulla popolazione programmati dai Comuni, per dirottarli verso la campagna sugli studenti e sul personale scolastico che andrà in scena dal 7 al 9 gennaio.
La misura non riguarda in alcun modo i test eseguiti dalle farmacie o venduti dalle parafarmacie. A dare notizia dello stop ai sindaci, con una comunicazione poi inoltrata anche dall’Anci, è stato il direttore della Protezione civile regionale Mauro Casinghini. Nella sua missiva, Casinghini cita l’ordinanza del Governatore Marco Marsilio del 31 dicembre, in attuazione della quale «il referente regionale Maurizio Brucchi ha disposto l’interruzione della distribuzione dei tamponi antigenici rapidi nella disponibilità della Protezione civile regionale, in attesa di poter compiere una valutazione più precisa della distribuzione alle Asl, in base alla popolazione scolastica destinataria dello screening», come si legge nella comunicazione, che continua: «Per tanto, si dispone l’immediata interruzione della distribuzione dei tamponi antigenici rapidi ai Comuni e agli enti richiedenti fino a nuova disposizione». Lo stesso Brucchi ha poi voluto precisare: «Abbiamo continuato a fornire i test ai Comuni che ne avevano fatto richiesta, ma specificando che questi devono essere utilizzati dando priorità alla campagna di screening per le scuole».
Ma non sono mancate le proteste. Da parte di alcuni Comuni che avevano già in programma screening – come Roccascalegna e Civitella Messer Raimondo – ma anche da parte dell’opposizione regionale. In particolare di Silvio Paolucci del Pd, che ha risposto presentando richiesta di accesso agli atti alla Regione su vaccini e tracciamenti. Si legge nella richiesta di Paolucci, prima sui vaccini: «Nelle ultime settimane sono sempre più crescenti le segnalazioni dei cittadini, che lamentano disagi e lunghe code in attesa della somministrazione presso i punti vaccinali, nonché, nella provincia di Chieti in particolar modo ma anche in quella di Pescara, l’unica scelta di poter prenotare il proprio vaccino in altra provincia, in assenza, evidentemente, di date disponibili in tempi ragionevolmente compatibili con le esigenze dell'utenza». Il consigliere chiede quindi due report: uno sulle dosi somministrate, l’altro sui punti vaccinali attivati e quelli sospesi, «unitamente ai tempi medi di attesa tra a prenotazione e la data per la somministrazione». Poi sul sistema di tracciamento: «Chiedo anche lo stato dell’arte del sistema di tracciamento e, in particolar modo, alla luce delle nuove misure per isolamento e quarantena, le tempistiche medie dal primo dicembre a oggi tra l'esecuzione del test Pcr e la comunicazione all’utente dell’esito dello stesso. Il rischio è che la misura introdotta dal Governo, in assenza del potenziamento da parte della Regione e delle Asl dei punti di esecuzione dei tamponi e della capacità dei laboratori di processare tali test, non produca gli effetti desiderati». (l.t.)

