«Ti procuro una minorenne a 15 euro»

Così lo sfruttatore della 16enne dice a un cliente di 55 anni pronto a pagare. La ragazzina: «Dio mio, ha l’età di mio padre»
CHIETI. C’è chi, a 55 anni, andava a caccia di minorenni e si diceva pronto a pagare per fare sesso con loro. «Tranquilla, sa che tu hai 16 anni, per lui non ci sono problemi», scriveva lo sfruttatore alla vittima, una ragazzina teatina, facendo da tramite con quel cliente adulto. «Oddio mio, ma uno più piccolo no? Ha l’età di mio padre», rispondeva lei. Spuntano particolari e conversazioni agghiaccianti dalle carte dell’inchiesta della squadra mobile di Chieti sul caso di baby squillo scoperto dopo la denuncia presentata da una madre.
L’INCHIESTA
È uno scambio di messaggi del 29 dicembre 2022 a dimostrare l’elevata spregiudicatezza di uno degli sfruttatori, un trentenne di Ripa Teatina, finito sotto inchiesta insieme a un ventunenne di Alanno e una ventenne di Chieti. È una conversazione via WhatsApp che vale la pena riportare integralmente perché è una delle prove principali nel fascicolo aperto dalla procura dell’Aquila, competente per questo tipo di reati, che – dopo aver emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari – si prepara alla richiesta di rinvio a giudizio.
LA CONVERSAZIONE
Sfruttatore (S): «Ma se mi porto un amico?». Ragazza (R): «Dove?». S: «Con me». R: «Domani?». S: «Sì». R: «Se è un altro criminale che lo sta cercando tutto il mondo, no. Se ha una pistola rubata, anche no». S: «No no, è tranquillo. Quanto gli devo far portare?». R: «Di soldi?». S: «Sì». R: «Dipende quanto può darmi, fatti dire una cifra e io ti dico se va bene». S: «15 euro». R: «Mm... dai, per la prima volta va bene». S: «Allora glielo dico. Per le altre volte 10 va bene, se viene ogni settimana?». R: «Mm... vediamo... perché dopo io ricomincio la scuola e non ho tutto sto tempo che ho adesso. Intanto lo conosco domani. Però, veramente, alle 10 e 15 dovete sta’ qua. Per mezzogiorno e un quarto al massimo devo torna’ che ho mia mamma al letto con l’influenza». S: «Va bene». R: «Ma quanti anni ha sto amico tuo?». S: «55». R: «Che?? Ma veramente?». S: «Sì. Non va bene?». R: «Ma uno più piccolo? Mi sembra un po’ esagerato... Ho capito che voglio i maggiorenni, ma manco a fa’ così... Può essere mio padre. Ha l’età di mio padre. E cussù verrebbe con me?». S: «Ha detto che per lui non ci sono problemi». R: «Rimanga qua... Ma lo sa che sono minorenne?». S: «Sì sì, tranquilla». R: «Oddio mio, ma almeno ce li ha i soldi?». S: «Sì sì». R: «Meh almeno.... Domani già lo sai... Tu cibo e sigarette. All’amico tuo chiedo i soldi». S: «Bravissima».
L’ALTRA CHAT
In un’altra conversazione, questa volta via Instagram, lo sfruttatore fa presente alla sedicenne che c’è la possibilità di guadagnare denaro esibendosi, in atteggiamenti sessuali espliciti, su siti erotici. Non solo: le propone la pubblicazione di annunci sulle pagine online dedicate alle escort. Un secondo indagato, il ventunenne di Alanno, scrive alla ragazzina con l’obiettivo di ottenere fotografie porno o videochiamate a luci rosse in cambio di denaro. La terza indagata è la ventenne di Chieti che ha indotto la minorenne a prostituirsi. Adesso si ritrova sotto accusa, ma qualche anno fa il suo caso era stato segnalato dalla scuola alla polizia perché indossava quotidianamente vestiti e accessori «molto costosi e spropositati rispetto al reddito familiare, presumibilmente ottenuti a seguito di regalie nell’ambito delle probabili frequentazioni dell’allora sedicenne con uomini più adulti».
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