Tocco, la luce torna dopo 36 ore

Zaccagnini annuncia azione legale contro l’Enel. Operaio colto da crisi cardiaca
TOCCO DA CASAURIA. Un disastro colossale la mancanza di energia elettrica che si è protratta per oltre 36 ore. Situazione da Medioevo. Le luci in paese si sono riaccese solo alle 20,30 di ieri sera. Un sospiro di sollievo. In tutto questo disagio è scattata ieri l'emergenza per soccorrere un operaio di una ditta di contrada Ceppeto che durante l'ora della pausa pranzo è rimasto in apnea con il boccone in gola, rischiando il peggio.
È dovuto intervenire da Pescara l'elisoccorso per trasportare il lavoratore nell'ospedale del capoluogo dove è stato curato e ricoverato nel reparto di Medicina. A coordinare le operazioni i carabinieri della compagnia di Popoli, coordinatati dal tenente Tonino Marinucci. La preoccupazione dei toccolani, gli unici nella Val Pescara a restare al buio per due giorni e una notte, era soprattutto quella di avere notizie sulla possibilità di tornare a una vita normale. Hanno bombardato di telefonate la società elettrica, i vigili del fuoco, il sindaco Riziero Zaccagnini che è stato ora per ora sul fronte per capire la causa del gravissimo disservizio e garantire il proprio contributo.
Sotto accusa naturalmente è l'Enel, responsabile di quanto accaduto. «La situazione che abbiamo vissuto» ha detto il sindaco ieri sera, non appena si sono riaccese le luci in paese «è sconcertante. Non si tratta di calamità naturale, ma di calamità umana, di un sistema al collasso. Una vergogna. Nonostante l'estenuante lavoro degli operatori Enel (loro, non della società), l'attenzione posta da Provincia e Regione in primis, il lavoro senza sosta del Comune, a Tocco, l'energia elettrica è mancata per 36 ore e ieri abbiamo veramente sperato di non trascorrere la seconda notte al gelo. Sarebbe stato veramente troppo. E pensare che in tanti altri centri della provincia» prosegue Zaccagnini, «si è vissuta la stessa situazione. Invece di temere la neve per viabilità e agricoltura, dobbiamo temerla per una rete elettrica fatiscente e una società, l'Enel, incapace di farsi trovare pronta ad affrontare la situazione. La cosa è di una gravità inaudita. Tra noi sindaci, che grazie alla Provincia siamo in contatto costante e in tempo reale, la rabbia è tanta. È stata proposta un'azione legale contro chi aveva il dovere, non oggi, ma negli anni, di garantire un servizio essenziale per la incolumità delle persone, fino a oggi al gelo per l'ennesimo scandalo italiano. Noi lo faremo. In una regione montana non si può arrivare al punto di temere 20 cm di neve. Se non fosse una tragedia, saremmo al ridicolo».
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