Torna in piazza l’auto della strage di Capaci

I resti della Croma su cui viaggiava la scorta di Falcone a Pescara e Montesilvano saranno esposti da venerdì su iniziativa dell’associazione Premio Borsellino
PESCARA. Educare i giovani alla legalità. Far vedere a circa 3000 studenti abruzzesi di cosa è capace la mafia. Con questi obiettivi torna in Abruzzo, e ci resta quattro giorni, la “Quarto Savona 15”, cioè l’auto in cui persero la vita nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992, gli agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, impegnati nella scorta al giudice Giovanni Falcone e alla moglie Francesca Morvillo. Quella Fiat Croma marrone, ridotta a un ammasso di ferraglie, ha raggiunto Pescara a maggio dell’anno scorso e la tappa si ripete anche quest’anno, diventando una sorta di tour della legalità, sempre su iniziativa dell’associazione culturale “Premio Nazionale Paolo Borsellino”, con il supporto di questura, prefettura e Lions. Domani la teca con la “Quarto Savona 15” sarà a Teramo, in piazza Martiri, dalle 10, venerdì in piazza Salotto, a Pescara (sempre dalle 10), e sabato l’esposizione avverrà a Montesilvano (dalle 10), ai giardini Largo Venezuela, per concludere il giro domenica in piazza Salotto, dalle 10 alle 13.
«Quella teca è il simbolo di quanto successo dal 1992 ad oggi, la memoria che continua a scorrere per l’Italia», dice il questore Francesco Misiti che ha «fortemente voluto che l’appuntamento si ripetesse». Proprio Misiti ha fatto parte del gruppo che ha arrestato alcuni boss mafiosi responsabili di quella strage. E per lui, simbolicamente, «il chilometraggio di quella Croma non si è mai fermato e continuerà a scorrere, nel paese, per inculcare la legalità in tutti i giovani. Certo», commenta, «oggi è cambiato il modo di combattere la mafia, ma è anche cambiato il loro modo di operare: è più tecnologico, sono i bottoni che comandano e non le pistole e i fucili». Con l’auto, aggiunge Leo Nodari, a nome dell’associazione che organizza il premio Borsellino, arriveranno in Abruzzo alcuni personaggi importanti: oltre a Luigi Savina, vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, ci saranno Leonardo Guarnotta, magistrato del pool con Falcone e Borsellino, Tina Montinaro, moglie del caposcorta Antonio Montinaro, Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, don Aniello Manganiello, parroco di Scampia. Ed è «giusto che i giovani vedano questo monumento, questo simbolo perenne delle stragi. E anche che incontrino lo Stato, presente qui in maniera massiccia».
L’auto «è il simbolo della lotta alla mafia e serve a far comprendere ai ragazzi che è importante conoscere cosa è accaduto per decidere da che parte stare», aggiunge il prefetto Gerardina Basilicata. «Ciò che resta della Croma dimostra a che punto può arrivare la ferocia delle organizzazioni criminali» ma trasmette anche un segnale preciso sulla «risposta dello Stato, che è sempre vincente». (f.bu.)

