Torre, Calore torna a fare il consigliere

23 Dicembre 2022

L’esponente di opposizione era stato rimandato a casa per le assenze, ma ora ha vinto il ricorso al Tar: può rientrare

TORRE DE’ PASSERI. Rimandato a casa a ottobre, per assenze ingiustificate, ricorre al Tar e vince. Torna a sedere sui banchi istituzionali il consigliere di opposizione di Torre de’ Passeri Maurizio Calore, dopo la decisione del Tar Abruzzo di disporre la sospensione dell’efficacia della delibera del 13 ottobre scorso che approvava, con 9 voti favorevoli e 3 contrari, la decadenza del consigliere, ex candidato a sindaco, eletto nel 2020 con la lista civica Un’altra Torre.
Al posto di Calore subentrò Virginia D’Ortenzio che ora dovrà lasciare gli scranni consiliari. La notizia del reintegrodi Calore è resa nota dall’avvocato Maurizio Mililli che sintetizza: «Il Tar ha disposto la sospensione dell’efficacia della delibera consiliare, accogliendo le motivazioni del ricorso. Il mio assistito è stato riammesso con effetto immediato e parteciperà alla seduta consiliare del prossimo 27 dicembre in attesa dell’udienza collegiale fissata al 13 gennaio 2023», quando il Tribunale amministrativo dovrà formalizzare (o meno) il decreto di sentenza. Per tale ragione il reintegro del consigliere «non è un provvedimento definitivo», commenta il sindaco di Torre, Giovanni Mancini, «noi abbiamo applicato un regolamento comunale in merito alle tre assenze, attendiamo con fiducia gli esiti della giustizia». Le tre assenze sono del 9 marzo, 27 aprile e 29 giugno 2022. Nella delibera è indicato «che i consiglieri che non intervengono alla sessione per tre volte consecutive, senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti con deliberazione comunale». Secondo il Comune il consigliere avrebbe «giustificato una sola delle tre assenze», quella del 29 giugno con un certificato del 27 giugno, portato all’attenzione dell’assise successivamente, «manifestando disinteresse nei confronti dell’organo istituzionale». La difesa di Calore, che sottolinea di aver avanzato «istanza di autotutela» al Comune che «non ha inteso aderirvi, imponendo la via giudiziaria», ritiene che la decadenza sia «illegittima» e ribatte che la certificazione medica è stata «prodotta nei termini concessi», ovvero due giorni prima della seduta, concludendo che «il ricorrente si è sempre distinto per competenza e abnegazione nello svolgimento del mandato». (c.co.)