Torto entra, la De Matteo non ce la fa

Diventerà deputato la trentaduenne insegnante di musica di Bucchianico: «Ho creduto in Grillo dal primo V-Day»
CHIETI. Sarà l’insegnante di musica Daniela Torto, 32 anni di Bucchianico, attivista 5 Stelle della prima ora, a rappresentare Chieti e il suo territorio alla Camera dei deputati. Per lei è «l’inizio di un sogno, l’inizio di un percorso di cambiamento, di partecipazione e di scelta consapevole». Il futuro deputato il sogno l’ha iniziato sin dal 2007, dal primo V-Day a Bologna di Grillo, al quale ha partecipato con fiducia. Nel settembre del 2013 ha portato il Movimento nel suo paese (che ora l’ha ripagata regalando al partito il 47% dei consensi) e poi è arrivata la candidatura alla Camera insieme all’altra bucchianichese Sara Stenta.
A Chieti città il Movimento 5 Stelle si attesta come primo partito. Rappresentato dai consiglieri comunali Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo e dal consigliere regionale Sara Marcozzi, va oltre la media nazionale sia alla Camera (38,32%) che al Senato (37,84%).
Al secondo posto c’è Forza Italia che riporta a casa due punti percentuali in più della media nazionale (16,29% alla Camera e 16,77% al Senato). Non c’è la fa, però, l’assessore comunale di Chieti Emilia De Matteo, secondo cui il risultato dei 5 Stelle è dovuto alla debacle del Partito democratico. «Il risultato del Pd e del centrosinistra in Abruzzo è stato più negativo di quelle che potevano essere le previsioni», dice l’assessore, «e del risultato nel Paese, e per questo credo che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso abbia un’unica strada che è quella delle dimissioni per lanciare un segnale di serietà dopo la sconfitta, dando dimostrazione di umiltà e di coerenza di fronte a questi risultati».
Il terzo partito a Chieti è il Pd (14,01% alla Camera e 13,28% al Senato) che prende meno della media nazionale. «È un risultato che sicuramente non ci premia», dice il consigliere comunale, candidato alla Camera, Alessandro Marzoli, che però non si abbatte: «Dobbiamo lavorare fin da subito per toccare con mano i problemi, tutelare i più deboli e tornare a parlare con i giovani, per costruire percorsi futuri e future vittorie».
Al quarto posto a Chieti c’è la Lega di Salvini che tallona il Pd da vicino (12,67% alla Camera e 12,95% al Senato) che rischia di mandare alla Camera una teatina. Dipende dalle scelte che faranno i parlamentari eletti. Lei è la teatina Arianna Conicella Cerritelli, terza nella lista leghista dopo Silvana Andreina Comaroli e Giuseppe Ercole Bellachioma, che però sono stati entrambi eletti anche da altre parti. Il partito di Salvini si era presentato per la prima volta in città alle comunali del 2015 e, nonostante la performance personale del candidato sindaco di allora Antonello D’Aloisio, per pochi voti non è riuscito a entrare in consiglio comunale.
Il quinto partito cittadino è Fratelli d’Italia, rappresentato dal consigliere comunale e candidato alla Camera Marco Di Paolo che ha commentato con entusiasmo il buon risultato del partito sia a livello nazionale che a livello locale, dove le percentuali (4,87% alla Camera e 5,1% al Senato) sono anche di poco superiori a quelle nazionali.
Al sesto posto in città c’è Liberi e Uguali che non brilla come performance locale (2,63% alla Camera e 2,78% al Senato), andando al di sotto della media nazionale.
Va male anche per l’Udc, al settimo posto, che pure alla Camera aveva in Giuseppe Marcuccitti un candidato teatino. Sebbene il partito a Chieti abbia preso qualcosa in più della media nazionale, risulta letteralmente crollato rispetto alle ultime elezioni. Alle comunali del 2015 l’Udc in città aveva eletto ben tre consiglieri comunali, guadagnando grazie a questo risultato un assessore in giunta. Adesso ha riportato soltanto 593 voti alla Camera e 579 al Senato. Siamo al livello di Casapound che ha 571 voti alla Camera e 456 al Senato.

