«Traditi i miei obiettivi, me ne vado»

9 Marzo 2018

Civitarese conferma le sue dimissioni: mi sono sentito spesso isolato, i miei colleghi di giunta non mi hanno capito

PESCARA. Stefano Civitarese, ad un anno e mezzo dalla sua nomina ad assessore con deleghe al traffico e all’urbanistica, ha lasciato la giunta ed è tornato a fare il docente universitario. Ieri, ha confermato le sue dimissioni irrevocabili, già annunciate il giorno prima al sindaco Marco Alessandrini con una lettera di poche righe in cui l’assessore esprime la propria amarezza per non essere riuscito a raggiungere gli importanti obiettivi prefissati nelle Linee programmatiche, «anche in ragione», è scritto, «di una interpretazione delle stesse da parte del sottoscritto che non vedo rispecchiata nel legittimo orientamento che la maggioranza, seppure non in atti ufficiali a me noti, esprime in materia di mobilità e governo del territorio».
Assessore, è questa dunque la ragione per cui si è dimesso?
«Ci sono dei pressanti impegni come docente che mi impediscono di portare avanti gli impegni in Comune. Poi, mi sono reso conto che le linee di mandato non sono condivise dalla maggioranza».
Lei ha annunciato le sue dimissioni nel giorno in cui il sindaco ha annunciato la riapertura di corso Vittorio alle auto nei due sensi di marcia.
«Non è giusto riaprire corso Vittorio alle auto private nei due sensi di marcia. È una contraddizione rispetto agli obiettivi che questa amministrazione si era prefissata. Uno di questi è il potenziamento del trasporto pubblico collettivo. Così, adesso i mezzi pubblici andranno in mezzo alle auto e verranno rallentati dal traffico privato. Esattamente il contrario di quello che si voleva raggiungere».
È stato criticato dalla sua stessa maggioranza e da alcuni assessori per la proposta di viale Marconi a senso unico.
«Non ho condiviso la decisione della stampa di dare la notizia di questo. Stavamo lavorando su questa impostazione del senso unico, che se attuato, avrebbe comportato dei grossi benefici per la città perché avrebbe permesso di potenziare il trasporto pubblico. Nessuna città può dirsi oggi moderna e competitiva se non si doti di un sistema di trasporto pubblico comodo ed efficiente».
Il consigliere Pignoli l’ha accusata di voler togliere i parcheggi in via Conte di Ruvo per fare la pista ciclabile.
«Questa è semplicemente una fake news. Vi è un progetto, ripetutamente illustrato, che prevede una corsia per le bici direzione monti-mare insieme a quella dei bus. Non solo, quindi, nemmeno un posto auto in meno, ma su quel lato i ciclisti non sono proprio contemplati».
Cosa accadrà ora ai progetti che stava portando avanti come quello per l’area di risulta?
«Martedì prossimo dovrei avere a Londra un incontro con la società Urbo che dovrebbe fornire a Pescara 500 bici a noleggio. Credo che ci andrò per curiosità. Per quanto riguarda le aree di risulta è già tutto pronto per avviare l’iter per la riqualificazione».
Alcuni suoi colleghi l’hanno accusata di non essere disponibili a mediazioni.
«Non mi sembra affatto. Ci sono state tantissime occasioni, come le scelte sul trasporto pubblico e sulle piste ciclabili, che mi hanno visto interprete delle richieste, ma anche delle direttive comunitarie. C’è stata una mediazione anche sull’ipotesi di una pista ciclabile in via Fabrizi che è stato deciso di non realizzare più. Forse, non sono stato capito, per questo mi sono sentito spesso isolato».
Qual è stato il momento più bello e quello più brutto di questo anno e mezzo?
«Il più bello la collaborazione con gli uffici dell’assessorato e, in proposito, ringrazio tutto il personale. Quello più brutto forse questo».
È un’esperienza che rifarebbe?
«Con il senno di poi no. Ma, forse, in altre occasioni e in altre condizioni, sì».
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