Traffico di cocaina tra i ragazzini: tre arresti nei luoghi della movida

Pescara nell’operazione nazionale contro le baby gang: è tra le 14 città a rischio criminalità giovanile Blitz nei locali: neo maggiorenni sotto accusa. Scattano anche tre denunce per droga e ricettazione
PESCARA. Un giro di cocaina tra ragazzini che ruota intorno ai locali della movida e ai luoghi di maggiore aggregazione dei giovanissimi: dal reticolo intorno a piazza Muzii fino al centro storico, passando per le discoteche del lungomare e per i cosiddetti quartieri “caldi” dove sono concentrate le maggiori piazze di spaccio della città. È bastata qualche settimana di attività investigative alla squadra mobile di Pescara, coordinata dal dirigente Gianluca Di Frischia, per riannodare il filo dei traffici di spaccio in riva all’Adriatico e nelle aree limitrofe. Sono tre gli arresti (due per possesso e detenzione di droga, in particolare cocaina, ai fini di spaccio e uno per rapina nei confronti di un 18enne, all’epoca dei fatti minorenne), uniti ad altrettante denunce (per i reati di ricettazione e spaccio di stupefacenti) scattati nell’ambito dell’operazione nazionale della polizia di Stato contro le baby gang che si è conclusa con un totale di 41 arresti e 74 denunce a livello nazionale, molti a carico di minorenni.
Complessivamente sono 14 le province in tutta Italia considerate a più alto rischio dove si sono concentrate le indagini predisposte dal Servizio centrale operativo (Sco) della polizia di Stato, con l’impiego di oltre 500 agenti, 135 equipaggi dei Reparti prevenzione crimine e alcune unità cinofile. Oltre a Pescara, le attività si sono concentrate tra Napoli, Milano, Palermo, Catania, Bari, Genova, Arezzo, Modena, Padova, Reggio-Emilia, Rovigo, Salerno e Verona. Sui territori sono entrati in azione i poliziotti delle squadre mobili e delle Sisco competenti, nell’ambito di un’operazione a più ampio raggio volta al contrasto della criminalità giovanile e del fenomeni dello street bullying, ossia il bullismo violento sulle strade urbane. Nel mirino degli investigatori sono finiti i contesti contigui al mondo dei trapper e i luoghi di maggiore aggregazione giovanile, comprese alcune scuole superiori a Rovigo e Salerno. Sono state sequestrate pistole, armi da taglio e tirapugni, oltre a centinaia di dosi di droga, circa 12 chilogrammi tra cocaina, cannabinoidi ed eroina, e diverse somme di denaro per un totale di circa 10.000 euro considerati il provento dello spaccio. Tra i presunti autori dei delitti sorprende la percentuale molto alta di minorenni, circa il 25 per cento degli arrestati a livello nazionale e un terzo dei denunciati. In totale sono state identificate 6.342 persone, 2.287 delle quali minori, e sono stati controllati 1.485 veicoli, anche attraverso 194 posti di controllo. Contestate anche 124 contravvenzioni al codice della strada e sequestrati 27 veicoli.
A Pescara le attività investigative della Mobile si sono concluse con 330 giovani controllati, di cui la metà minorenni e il 25 per cento con precedenti di polizia. Le verifiche mirate, il cui picco c’è stato negli ultimi due giorni, tra mercoledì e giovedì, si sono concentrate nei locali e nelle discoteche della movida e nelle zone di maggiore degrado, oltre che nelle aree che già in passato sono state teatro di delitti e aggressioni. I poliziotti hanno eseguito le perquisizioni nei confronti di giovani con precedenti per stupefacenti, organizzando i servizi sulla base delle risultanze delle attività investigative delle ultime settimane. È venuto fuori, in particolare, un giro di spaccio di cocaina, hashish e marijuana soprattutto all’interno dei locali e nei luoghi di degrado.
Sono due le conferme significative emerse al termine della maxi operazione. Pescara pur confermandosi una città che attrae tantissimi giovani non solo abruzzesi, ma anche di fuori regione, non è terreno fertile per la proliferazione di baby gang o bande di giovani criminali organizzate. I fenomeni criminali rilevati, infatti, sono da ricondurre a episodi isolati e singoli individui dediti a delinquere, spesso già conosciuti dalle forze dell’ordine e sui quali già si è intervenuti in passato.
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