Traffico di droga, esplosivi e armi: arresti e perquisizioni in tutta Italia, coinvolte anche Pescara e L’Aquila

Al vertice del sodalizio c’era un 45enne residente a Montesilvano che, attraverso gli altri affiliati, assicurava un costante approvvigionamento di stupefacente
PESCARA. I carabinieri di Penne, con il supporto del Comando Provinciale di Pescara e la collaborazione dei Comandi Provinciali di Ancona, Bari, Catania, Ferrara, Genova, L’Aquila, Latina, Reggio Emilia, Siracusa, Torino e Trapani, hanno dato esecuzione a un’articolata operazione di polizia giudiziaria su scala nazionale. Nel blitz sono stati impiegati uomini dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, di Squadre Operative di Supporto dell’11° Reggimento Carabinieri “Puglia”, delle Aliquote di Primo Intervento del Comando Provinciale di Bari, di squadre d’intervento operativo dei Reggimenti “Lazio” e “Campania”, di due unità cinofile del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti, unità cinofile “Cash dog” della gdf di Pescara e di una squadra artificieri del Comando Provinciale di Ancona.
L’operazione, che ha visto coinvolti oltre 250 militari sull’interno territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa il 2 febbraio dal tribunale dell’Aquila, su richiesta della procura. Il provvedimento ha interessato 7 soggetti, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Nei loro confronti sono state applicate cinque misure di custodia cautelare in carcere e due misure degli arresti domiciliari. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari sono stati eseguiti 24 decreti di perquisizione domiciliare nei confronti di altrettanti indagati dislocati sull’intero territorio nazionale. L’attività costituisce l’esito di un articolato percorso investigativo, convenzionalmente denominato “Last Delivery”, avviato nel mese di maggio 2024 dal Nor di Penne, che ha consentito di ricostruire l’esistenza, l’operatività e la struttura di un sodalizio criminale associativo dedito allo spaccio di droga stabilmente organizzato, caratterizzato da una precisa ripartizione di ruoli, dalla continuità dell’azione delittuosa e dalla disponibilità di armi ed esplosivi.
È stato accertato come l’organizzazione fosse attiva già dal 2021 e fosse dedita, in via principale, al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish. Il gruppo operava stabilmente nei comuni di Montesilvano e Penne, con un sistema di distribuzione esteso all’intera area vestina. Al vertice del sodalizio c’era un 45enne residente a Montesilvano che, attraverso gli altri affiliati, assicurava un costante approvvigionamento di stupefacente.
Direttamente alle sue dipendenze operava il referente per la zona di Penne che, pur sottoposto alla misura dei domiciliari, continuava a svolgere un ruolo centrale nella gestione dello spaccio, avvalendosi di una ristretta e fidata rete di sodali. Tra questi rivestiva particolare rilievo un vicino di casa del referente che, in un rapporto di stretta collaborazione e fiducia, oltre a partecipare attivamente alla cessione dello stupefacente, si occupava dell’occultamento della droga presso la propria abitazione, sottraendola a eventuali controlli e perquisizioni.
È emerso inoltre come il sodalizio avesse esteso la propria operatività anche all’interno del carcere di Pescara, promuovendo e gestendo lo spaccio di stupefacenti all’interno della struttura. Tale attività era resa possibile dall’introduzione clandestina di telefonini, utilizzati per mantenere costanti contatti tra i sodali in libertà e quelli detenuti, referenti interni del traffico illecito, attraverso frequenti videochiamate. Le dosi di droga, denominate in gergo “magliette”, venivano introdotte nel penitenziario in occasione dei colloqui, grazie all’ausilio di ulteriori complici, anch’essi destinatari di misure cautelari.
Parallelamente allo spaccio è stato individuato un ulteriore filone investigativo, relativo alla compravendita e alla spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente. È stata documentata, anche grazie alle perquisizioni condotte, l’esistenza di una estesa rete di traffici illegali attiva su chat e sul web, utilizzati per la vendita e l’acquisto di artifizi pirotecnici artigianali illegali, armi da fuoco, esplosivi ad alto potenziale distruttivo, detonatori, sostanze stupefacenti e banconote false. Le spedizioni avvenivano tramite corrieri espressi, facendo ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.
Tali modalità hanno evidenziato una marcata spregiudicatezza, esponendo a serio pericolo la sicurezza dei trasporti e degli operatori logistici, ignari dell’elevatissimo potenziale offensivo del materiale movimentato. Gli arresti in flagranza operati sul territorio nazionale durante l’operazione svolta ieri 10 febbraio, sono la riprova di un fiorente commercio parallelo e particolarmente pericoloso. Tra le numerose transazioni documentate è stato accertato che alcuni ordigni ad alto potenziale distruttivo, acquistati e spediti attraverso tale rete, sono stati successivamente utilizzati per la commissione di due gravi azioni intimidatorie: la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico.
È stato inoltre attestato lo scambio di video dimostrativi delle esplosioni, inviati per comprovare la potenza degli ordigni artigianali posti in vendita e, successivamente, spediti ai destinatari. Riscontrata altresì la stabile disponibilità di armi ed esplosivi, alcuni dei quali rinvenuti occultati all’interno dell’abitazione del referente di Penne. Dalle conversazioni intercettate sono emersi anche riferimenti all’eccessiva e fastidiosa iperattività investigativa dei carabinieri di Penne.
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