Traforo, maxi appalto per evitare la chiusura

Il commissario convoca 29 enti per dare il via al piano di sicurezza
L’AQUILA. Grandi appalti che insieme valgono 300 milioni di euro curati da due commissari di governo che però viaggiano su corsie diverse. Il rischio reale per l’Abruzzo è una sovrapposizione di interventi strutturali che può portare alla chiusura del traforo del Gran Sasso.
Ma un atto, pubblicato due giorni fa anche sul sito della Regione, può scuotere una situazione di stallo aggravata dalla mancata istituzione del Tavolo tecnico di coordinamento annunciato dal Mit nell’ultimo incontro con i sindaci d’Abruzzo e del Lazio.
L’ATTO SBLOCCA-STASI
Marco Corsini, commissario per la messa in sicurezza antisismica delle autostrade A24 e A25, gestite dalla società Strada dei Parchi di Carlo Toto, ha convocato la Conferenza di servizi che darà il via libera a uno dei due progetti della galleria che attraversa il Gran Sasso. Alla Conferenza è stato invitato anche Pierluigi Caputi, l’altro commissario che deve occuparsi della messa in sicurezza dell’acquifero.
Tra i due alti funzionari ripartirà il dialogo. Ma il tempo incalza. I lavori di messa in sicurezza disposti da Corsini devono concludersi entro il 2025. I DUE COMMISSARI
Corsini ha il compito di provvedere alle attività di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione degli interventi necessari alla messa in sicurezza antisismica ed al completo rispristino delle funzionalità dell’A24 (Roma-Teramo) e A25 (Torano-Pescara). Gli interventi in corso sono, anzi saranno attuati per fasi funzionali secondo livelli di priorità che garantiscano la completa sicurezza delle infrastrutture autostradali.
L'ingegnere Caputi, già direttore della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara, è invece il commissario straordinario di governo per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, l’acquedotto più poderoso d’Abruzzo che alimenta l’area aquilana, compresa la Piana di Navelli e la Valle Subequana e, dall’altra parte, l’intera provincia di Teramo.
Un sistema che deve coesistere con il Traforo, via di passaggio di trasporti pubblici e privati con potenziali rischi da inquinamento, e il laboratorio di Fisica Nucleare del Gran Sasso.
I DUE PROGETTI
I costi complessivi di messa in sicurezza dell’infrastruttura idrica del Gran Sasso sono stimati in circa 180 milioni di euro. I tempi di lavorazione sono stimabili tra i tre e i quattro anni, a seconda del tipo di cantierizzazione che sarà possibile effettuare, ma complessivamente si sfioreranno i 10 anni, se tutto andrà bene e al netto delle burocrazie. Si punta a realizzare i lavori senza interruzione dei servizi essenziali cioè erogazione dell’acqua, traffico autostradale e accesso ai laboratori di fisica nucleare. Al di sotto del traforo sarà inserito un cunicolo di sottoservizi, all’interno del quale andrà la condotta dell’acqua isolata da ogni contatto con l’ambiente esterno e circostante, con tubazioni esterne parallele alle gallerie per captare l’acqua.
Per quanto concerne gli interventi di adeguamento degli impianti del Traforo affidati a Corsini, la legge di riferimento è la 264/2006 in materia di sicurezza per le gallerie della rete autostradale. Il loro costo, quotato da Italferr, sarebbe di 100 milioni di euro e prevedono l’installazione e la messa in sicurezza degli impianti elettrico, di illuminazione, di segnaletica, di terra, di emergenza Sos, di televisioni a circuito chiuso, di rivelazione incendi, di ventilazione, di raccolta dei liquidi pericolosi e di controllo della qualità dell’aria.
Per quanto invece attiene gli interventi propedeutici di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza strutturale, è prevista una “ispezione di punto zero”, che consistente in un’ispezione di verifica straordinaria per valutare lo stato di consistenza dei rivestimenti delle gallerie e definire gli interventi di messa in sicurezza che risultino necessari.
IL TRAFORO.
La galleria del Gran Sasso ha uno sviluppo di oltre 10.000 metri ed è in Europa uno dei pochi trafori di tale lunghezza che possiede un doppio fornice. I due tunnel, fiancheggianti, sono collegati tra loro da brevi gallerie trasversali (by-pass) munite di portoni tagliafumo, con distanze fra l’una e l’altra variabili da 400 a 800 metri; inoltre, interposti a distanza di circa 300 metri, lungo la parete di destra sono presenti delle nicchie dotate di due estintori e di colonnina Sos fonica con la selezione di chiamata per i soccorsi; un sistema di areazione longitudinale, installato in entrambi fornici, permette la dispersione dei fumi tenuti sotto controllo da una rete di sensori; 100 telecamere assicurano il continuo monitoraggio dell’intero percorso e due portali a messaggio variabile, posizionati prima dei rispetti ingressi, sono in grado di fornire eventuali informazioni di emergenza.
Un presidio di pronto intervento, 24 ore su 24, è in grado di garantire il primo soccorso in ogni situazione di emergenza ed in particolare in caso di incendio. Dal 2014 nel Traforo del Gran Sasso è attivo il servizio di telefonia mobile. E tutti gli impianti delle gallerie sono controllati, 24 ore su 24, da tecnici specializzati che operano nel Centro di monitoraggio impianti dislocato all’ingresso lato L’Aquila del Traforo.
All’interno della carreggiata ovest del tunnel, direzione Roma, sono presenti le rampe di ingresso e di uscita dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
LA CONVOCAZIONE.
«È convocata la Conferenza di Servizi sul Progetto di Messa in Sicurezza ai sensi del D.lgs. 264/2006 e di Manutenzione Straordinaria mediante interventi strutturali di messa in sicurezza della Galleria Gran Sasso per l’acquisizione delle autorizzazioni e nulla osta ai fini dell’approvazione del progetto finanziato con fondi del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari».
Così si legge nell’atto inviato da Corsini a ventinove Amministrazioni che, «entro il termine perentorio di 15 giorni a far data dal ricevimento della convocazione, possono richiedere integrazioni documentali o chiarimenti relativi a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso o non direttamente acquisibili da altre pubbliche amministrazioni». Le stesse amministrazioni dovranno rendere, nel termine perentorio dei successivi 45 giorni, i propri pareri o atti di assenso. All’atto di convocazione è allegato il link con il progetto. Che però non si apre.
La data della riunione in modalità sincrona è fissata per il prossimo 9 agosto. Anas, Strada dei Parchi, Ruzzo Reti, Gran Sasso Acqua e il Commissario straordinario per la Sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, sono invitati da Corsini ad esprimere un parere sulla compatibilità dell’intervento «con le attività e/o programmazioni di competenza».
Le altre amministrazioni che hanno ricevuto l’invito sono il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Ersi Abruzzo, le Asl di Teramo e dell’Aquila oltre che i rispettivi Servizi di Igiene degli Alimenti e Nutrizione, l’Arta Abruzzo, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio e i direttori dei Dipartimenti regionali Sanità, Territorio e Ambiente e Infrastrutture e Trasporti. E naturalmente i Comuni dell’Aquila e di Isola del Gran Sasso, l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’Istituto nazionale di Fisica nucleare. La corsa contro il tempo è partita.
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