Tre grattacieli in via Rigopiano al posto dei palazzi di 60 anni fa

8 Gennaio 2020

Ater e Comune svelano il piano che restituirà decoro e sicurezza nel rione ad alta tensione sociale  Le nuove torri, da dieci piani ciascuna, ospiteranno 120 alloggi popolari da destinare agli assegnatari

PESCARA. Tre grattacieli da dieci piani ciascuno con 120 nuovi alloggi. Le tre torri sorgeranno al posto degli attuali cinque palazzoni di via Rigopiano, datati 1958.
Accadrà non prima di un paio d’anni, il tempo di definire gli iter amministrativi che daranno il via libera all’abbattimento degli stabili del borgo, in zona ospedale, ad altissima tensione sociale dove gli inquilini vivono da anni in un clima di paura, esasperati da atti di intimidazione, spaccio, criminalità dilagante. Una guerra senza pace tra abusivi e assegnatari, sfociata troppe volte in denunce di accoltellamenti e vessazioni quotidiane.
L’Ater (Azienda territoriale per l’edilizia residenziale), presieduta da Mario Lattanzio, svela al Centro l’ennesimo piano per riqualificare i quartieri degradati ripartendo, laddove non è più possibile riportare decoro e sicurezza, dallo smantellamento globale del rione. Accadrà al Ferro di cavallo entro un paio d’anni come annunciato dal sindaco Carlo Masci nei giorni scorsi. E accadrà in via Rigopiano, più o meno con la stessa tempistica, se arriverà l’ufficialità dell’aggiudicazione del bando regionale finanziato con fondi Cipe per 3 milioni 262mila 568,75 al quale hanno risposto Ater e Comune nell’ambito del “Programma integrato di intervento per la riqualificazione urbanistica del rione sociale Ater di via Rigopiano”. Una progettualità che prevede il cofinanziamento, già posto in essere, da parte del Comune di Pescara per 625mila 513, 75 euro comprendente vari recuperi di urbanizzazione, tra i quali la rotatoria di via Rigopiano. Se il piano di intervento riceverà il via libera regionale, si potrà partire con le prime demolizioni dei fabbricati ai civici 88, 88/1, 88/8 e 88/9, e via via tutti gli altri, per fare posto, nella fase finale, a tre grattacieli che sostituiranno gli attuali cinque casermoni, posizionati anche questi a ferro di cavallo. Dagli attuali quattro piani, i futuri stabili, che si estenderanno su una superficie di 4mila metri quadrati, saranno alti dieci piani e ospiteranno complessivamente 120 alloggi: agli 80 se ne aggiungeranno altri 40. Gli alloggi, fanno sapere dall’Ater, saranno riservati agli inquilini attualmente assegnatari che continueranno a pagare gli stessi affitti, dai 14 ai 100 euro al mese, più o meno. Gli altri appartamenti saranno occupati, mano mano che il Comune procederà alle assegnazioni, da coloro che sono inseriti nelle graduatorie e che da anni aspettano una nuova residenza. Nell’avviso pubblico per la manifestazione d’interesse per l’attuazione dei programmi integrati (sottoscritto dal sindaco Masci, dall’assessore all’Edilizia residenziale pubblica Isabella Del Trecco e stilato dai tecnici Giuliano Rossi e Angelo Giuliante) viene spiegato che il piano di recupero «costituirebbe il volano per la riqualificazione urbanistica e sociale non solo del rione di via Rigopiano, ma anche dall’intero quartiere». Una «enclave a forte tensione sociale caratterizzata dalla presenza di 5 vetuste palazzine» che saranno demolite per fare posto a eleganti e accessoriate torri a disposizione degli assegnatari. Dell’iter procedurale si stanno occupando i tecnici Ater Gianni D’Addazio e Giuseppe Pisani, con la supervisione di Lattanzio e il direttore Giuseppina Di Tella.