Tre ragazzini rapinati dei telefonini sulla Riviera

23 Marzo 2015

Il terzetto, tra i 13 e i 14 anni, stava passeggiando sabato pomeriggio quando con un pretesto si è avvicinato un giovane che ha tirato fuori il taglierino

PESCARA. Un sabato pomeriggio di primavera, il primo giorno di primavera, a spasso con gli amici sulla riviera. Niente di più tranquillo per tre ragazzini tra i 13 e i 14 anni che intorno alle 18 di sabato, però, hanno avuto la sventura di essere adocchiati da qualcuno che alla fine, dopo un primo approccio apparentemente amichevole, ha tirato fuori il taglierino e sotto la minaccia dell’arma li ha rapinati dei cellulari.

È successo in mezzo a decine di persone, lungo la Riviera nord, all’altezza dello stabilimento balneare Alcyone (via De Amicis) dove il terzetto subito dopo la rapina ha immediatamente fermato una volante della polizia raccontandogli quanto appena accaduto. Ma il responsabile, ormai, si era già allontanato, complice l’oscurità che è calata mentre lui si dileguava verso sud, dopo essere sceso sulla spiaggia.

In sostanza, secondo quanto raccontato dai ragazzini ai poliziotti della Volante diretti da Dante Cosentino, il terzetto stava passeggiando tranquillamente quando è stato avvicinato da un giovane descritto dai tre come un loro coetaneo, dunque di età piuttosto giovane. Un ragazzo che di fatto si è avvicinato ai tre con un pretesto e in tono amichevole si è anche presentanto, dicendo di chiamarsi Nicholas. Con un cappellino da baseball calato sulla testa, vestito normalmente, il giovane è stato descritto con una carnagione scura, tanto da far ritenere ai poliziotti che si trattasse di un nordafricano. Il quale comunque, una volta avviata la breve conversazione con i tre, ha improvvisamente tirato fuori il taglierino, e con ben altro tono ha preteso i telefoni cellulari che evidentemente i ragazzini avevano in mano mentre chiacchieravano con lui. Senza avere la possibilità di ribattere, due di loro si sono visti togliere dalle mani rispettivamente un Iphone 4 e un Iphone 5. Al terzo, che non aveva il telefono in vista, il rapinatore ha frugato nelle tasche prima di convincersi che era come diceva l’altro, e cioè che non aveva nessun telefono cellulare. A quel punto, con il bottino in tasca, il giovane si è diretto verso la spiaggia, fuggendo a piedi in direzione sud. Sconvolti, ma consapevoli di quanto accaduto, i tre hanno avuto la prontezza di spirito di fermare la prima volante della polizia che è passata di lì, raccontando quando accaduto ai poliziotti che ne hanno raccolto la denuncia e la descrizione del rapinatore. Quindi, raggiunti dalle rispettive mamme, i ragazzini sono tornati a casa, senza il cellulare ma con un’esperienza in più, sicuramente quella di non dare confidenza agli sconosciuti.

(s.d.l.)

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