Tre rapinatori fermati prima del colpo

I carabinieri sventano l’assalto alle Poste: in manette tre pescaresi. In auto pistola e fascette per legare gli impiegati
TURRIVALIGNANI . Sabato mattina, approfittando della chiusura del municipio, che si trova nella stessa palazzina, e della pioggia che, secondo loro, avrebbe reso i controlli delle forze dell’ordine meno serrati, erano pronti a rapinare l’ufficio postale di Turrivalignani.
Ma una volta arrivati sul posto, a bordo di un’auto bianca, sono stati bloccati in mezzo alla strada dai carabinieri della compagnia di Penne, diretti dal tenente Alfio Rapisarda, che da tempo li tenevano d’occhio, monitorando spostamenti e abitudini, e arrestati. A finire in carcere per tentata rapina aggravata, tre uomini di 39, 42 e 44 anni, tutti residenti nel Pescarese e tutti già noti alla polizia.
All’interno della vettura, i militari dell’Arma hanno trovato l’occorrente per compiere il colpo: c’erano una pistola priva del tappo rosso e identica a quella usata dalle forze dell’ordine, fascette in plastica da elettricista per legare gli impiegati, due radio ricetrasmettenti con auricolare e poi guanti, cappelli, occhiali da sole, mascherine. Non solo: durante le perquisizioni, vicino casa di uno dei tre è stato sequestrato un fucile calibro 12 a canne mozze, perfettamente funzionante e con varie munizioni dello stesso calibro. Insieme al fucile, che era detenuto in maniera illegale, sono stati scoperti anche 10 grammi di hashish e due stampe in plastica contraffatte, raffiguranti le riproduzioni, anteriore e posteriore, di una targa falsa, utilizzata per depistare i controlli.
Da qui, hanno preso il via altri accertamenti per capire se il fucile sia stato utilizzato in passato per compiere rapine e se i tre siano responsabili di altri colpi sul territorio. Quello di sabato, stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Penne, coordinate dal pm Andrea Papalia, era stato pianificato da tempo. Per motivi personali, era stato rimandato. Per i componenti della banda, comunque, andava assolutamente fatto.
Un ringraziamento all’Arma «per la brillante operazione che ha permesso, con il prezioso coordinamento della procura di Pescara, di prevenire la rapina», è arrivato dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo.

