Tre sindaci scomparsi in un mese e mezzo

12 Maggio 2017

Pace investito da un’auto sulle strisce pedonali, poi la morte di Piscione e il dramma di Ciccantelli

╘PESCARA. Tre sindaci emeriti morti in un mese e mezzo. Prima Carlo Pace, il 28 marzo scorso, dopo essere stato investito da un’auto sulle strisce pedonali.
Due settimane dopo, è stata la volta del democristiano Nevio Piscione, scomparso nella sua casa di Colle Pineta. Infine martedì, il drammatico suicidio di Pino Ciccantelli alla stazione di Francavilla.
Un singolare caso del destino che nelle ultime settimane ha portato via i tre ex sindaci che, dallo scranno più alto del Municipio, hanno segnato la storia degli ultimi decenni della città adriatica. Correvano gli anni dell’impetuoso sviluppo economico, quelli nei quali Pescara è cresciuta e e si trasformata, cambiando completamente il suo profilo per riscoprirsi “città dalla perpetua fuga in avanti”, come fu definita qualche anno prima dal visionario Mario Pomilio.
Il più anziano, politicamente, dei tre era l’ex primo cittadino Nevio Piscione, democristiano della corrente di Natali e Fanfani, con una breve parentesi tra gli andreottiani.
Guidò Pescara per oltre due anni, dal 1986 al 1988, ma già vantava una lunga esperienza amministrativa, avendo ricoperto anche il ruolo di assessore ai Lavori pubblici, alla Nettezza urbana e alla Polizia municipale nelle giunte guidate da Alberto Casalini. Eletto sindaco dopo Gabriella Bosco, dovette lasciare l'incarico dopo la sentenza di primo grado sulla vicenda dell'assunzione di 61 invalidi al Comune nel dicembre del 1983, durante l’amministrazione Casalini.
Piscione e cinque assessori della sua giunta vennero condannati e sospesi dai rispettivi incarichi, ma nel processo d'appello all'Aquila la sospensione venne rimossa, anche se nel frattempo era stato eletto sindaco Michele De Martis.
L’avventura politica di Carlo Pace conincia invece nel 1994, con il neonato partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia, al quale è rimasto sempre fedele negli anni.
Per due mandati amministrativi, fino al 2003, Pace diede vita a un programma di grandi opere per la città e sperimentò per primo gli accordi di programma tra Comune e privati.
Tra i tanti interventi che gli valsero l’appellativo di “sindaco della rinascita” si segnala la sistemazione dell'ex tracciato ferroviario per la realizzazione della strada parco, per il futuro passaggio della filovia (al costo di 9,6 miliardi di vecchie lire che, a distanza di anni, attende ancora di essere completato), l’avvio della costruzione del nuovo palazzo di giustizia e l’acquisizione dei tredici ettari delle aree di risulta dopo una lunga trattativa con le Ferrovie.
Mercoledì, la tragedia umana che ha portato via Pino Ciccantelli. Un autentico choc per la città. (y.g.)
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