Tredicesime, quando arrivano e come si calcolano gli importi

17 Dicembre 2023

I primi a riceverla sono i pensionati, quindi gli insegnanti e gli altri. Infine i dipendenti del commercio Equivale allo stipendio moltiplicato per il numero di mesi lavorati diviso 12, ma è gravata da più tasse

L'AQUILA . Dicembre, tempo di tredicesima. Una retribuzione aggiuntiva, chiamata gratifica natalizia perché arriva a ridosso del Natale. La tredicesima è obbligatoria e spetta anche ai pensionati: la somma viene accreditata secondo un calendario specifico, con date diverse a seconda delle varie categorie di lavoratori. Può arrivare direttamente in busta paga, dove figura come mensilità aggiuntiva oppure in un cedolino a parte. Il calcolo dipende dalla retribuzione lorda annuale e dai mesi effettivi di lavoro svolto, dalla distribuzione oraria dell’attività lavorativa e alle voci di salario variabili presenti nel rateo mensile dello stipendio, anche qualora si sia cambiata attività nel corso d’anno o si abbia un contratto a tempo parziale.
QUANDO VIENE PAGATA.
La tredicesima arriva entro Natale, insieme alla busta paga di dicembre. Il giorno in cui viene pagata è indicato nel contratto di appartenenza del lavoratore. I primi a ricevere la tredicesima sono i pensionati, che la trovano nel cedolino dal 1° dicembre, talvolta insieme al cosiddetto bonus 150 euro. A seguire è il turno dei lavoratori dipendenti statali e privati: il 14 dicembre la ricevono gli insegnanti delle scuole materne ed elementari, il 15 il personale amministrativo dalle direzioni provinciali del tesoro con ruoli di spesa fissa e il 6 dicembre il personale insegnante supplente e di altri dipendenti pubblici. Il contratto commercio prevede che la tredicesima venga erogata entro la vigilia di Natale, quindi prima del 24 dicembre. In linea di massima la tredicesima mensilità viene pagata tra il 15 e il 20 dicembre. Nella stragrande maggioranza dei casi viene erogata in un’unica soluzione, ma l’azienda può anche decidere di pagarla a rate, distribuendola nei mesi di paga, se il contratto lo consente.
CALCOLO DELLA TREDICESIMA. La tredicesima equivale a un dodicesimo della retribuzione lorda annuale ed è calcolata sui mesi effettivi di lavoro.
Per capire a quanto ammonta bisogna moltiplicare la retribuzione lorda mensile per il numero di mesi lavorati, e dividere per 12. Con lo stesso calcolo si può ottenere l’importo della tredicesima per i pensionati. Il netto della tredicesima è più basso dello stipendio in quanto la tredicesima è più tassata: non si applicano, infatti, le detrazioni d’imposta per lavoro dipendente né quelle per familiari a carico.
L’Irpef a carico del lavoratore, quindi, è più alta e il netto risulta più basso. Ogni mese si matura una quota, o rateo, di tredicesima, che equivale a un dodicesimo della retribuzione lorda mensile. Questa quota viene trattenuta dal datore di lavoro e liquidata a dicembre. La maturazione della tredicesima dipende dai mesi lavorati: se si lavora tutto l’anno, a dicembre vengono liquidate tutte le 12 quote di tredicesima maturate. Se invece, ad esempio, si viene assunti a settembre, si maturano quattro ratei. In questo caso bisognerà, quindi, moltiplicare quel dodicesimo di stipendio per quattro mesi lavorati fino a dicembre. Ma per maturare la tredicesima ogni mese per intero bisogna aver lavorato almeno 15 giorni.
A CHI SPETTA.
A differenza della quattordicesima e della quindicesima, che sono previste solo da alcuni contratti, la tredicesima spetta per legge a tutti i dipendenti a tempo determinato e indeterminato, anche apprendisti e part-time. La percepiscono, inoltre, lavoratori domestici, colf, badanti, baby sitter, pensionati e a chi percepisce la pensione di reversibilità.
Non spetta, invece, a lavoratori parasubordinati, lavoratori a progetto, stagisti, partite Iva, ai lavoratori autonomi e nemmeno ai percettori di assegno di accompagnamento. Infine anche chi è percettore della disoccupazione (Naspi) non ha diritto alla tredicesima mensilità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA