Trenta orti urbani di via Don gestiti per 3 anni da pensionati

MONTESILVANO. I trenta orti urbani di via Don sono pronti per essere assegnati ad altrettanti cittadini che per tre anni gestiranno gratuitamente gli appezzamenti, ciascuno di circa 60 metri quadrati,...
MONTESILVANO. I trenta orti urbani di via Don sono pronti per essere assegnati ad altrettanti cittadini che per tre anni gestiranno gratuitamente gli appezzamenti, ciascuno di circa 60 metri quadrati, come fossero una loro proprietà. Semineranno verdure e ortaggi e porteranno a casa i frutti del loro lavoro. Il progetto è nato da una idea di Carlandrea Falcone, consigliere comunale e presidente della sesta commissione Agricoltura e Commercio, che ha annunciato l'avvio di una ricognizione sul territorio per l'acquisizione di nuovi terreni, anche comunali, su cui realizzare altri orti sociali, considerate le numerose richieste pervenute in Comune, di cittadini che vogliono aderire all'iniziativa.
Stamane, alle 10, alla presenza del sindaco Francesco Maragno e di rappresentanti comunali e istituzionali, in via Don, traversa di via Vestina, si terrà l'inaugurazione ufficiale dell'insediamento agricolo e la consegna delle chiavi dei cancelli ai 30 nuovi orticoltori che avranno il compito di curare ciascuno il proprio orticello per una durata di tre anni, rinnovabili per altri tre. Sono prevalentemente pensionati ultrasessantenni, alcuni stranieri, quattro signore, commercianti, impiegati.
Falcone ha espresso soddisfazione per l'avvio del progetto a cui sta lavorando da tre anni: «Abbiamo dovuto mettere insieme tanti tasselli», ha spiegato il consigliere di Fi, «perché si tratta di un primo esperimento che sta avendo un successo inaspettato. Dalle iniziali 50 richieste, scremate per consentire l'affidamento di ciascun terreno alle persone più bisognose, se ne stanno aggiungendo altre. Per tale ragione, presto sarà aperto un altro bando di partecipazione. Ma nel frattempo stiamo ricercando altri lotti, nelle zone a ridosso del mare, anche di proprietà comunale, che ci consentiranno di avviare, prossimamente, iniziative simili. Questi orti sono laboratori sociali nei quali si sperimenteranno, anche grazie all'aiuto di sigle sindacali e associazioni ambientaliste, colture biologiche e prodotti coltivati in serre». Queste operazioni saranno effettuate su altri due piccoli appezzamenti riservati alle sperimentazioni. Gli assegnatari degli orti si porteranno da casa gli attrezzi da lavoro, dai guanti alle zappe, che saranno depositati nei ripostigli e usati all'occorrenza. Previsti altri spazi di socializzazione. I contadini si porteranno a casa i prodotti della terra che avranno coltivato. Nulla sarà devoluto al Comune. «Assolutamente no», chiarisce Falcone, «noi vogliamo che gli orti siano ben tenuti e curati, altrimenti, qualora dovessimo rilevare trascuratezza e degrado, all'assegnatario sarà revocato il contratto». Su presunti contaminazioni di veleni nei campi, Falcone sgombra il campo da ogni dubbio: «I terreni sono puliti e sani. Da una ditta specializzata abbiamo fatto eseguire una serie di rilievi ed esami a un metro di profondità e i risultati sono più che soddisfacenti». Le scolaresche potranno richiedere al Comune una visita didattica agli orti urbani. Questi i nomi degli assegnatari: Maria Fatima Lopes, Domenico Masciovecchio, Orlando Trasatti, Alessandra Ciofani, Antonio Di Lallo, Ferruccio Martella, Giovanni Iula, Antonio Prosperi, Sigfrido Liberati, Claudio Ravicini, Arturo Ruggieri, Raffaele Casasante, Pantaleone De Clerico, Claudio Fragassi, Bruno Scevola, Romano Lattanzio, Anna Maria Buccella, Vittorio Iannascoli, Salvatore Fiorino, Luigi Santedicola, Armando Mambella, Elio Colantoni, Nadia Di Carlo, Alessandro Ruggieri, Volodymyr Fostenko, Marco Daluiso, Silvio Di Rocco, Roberto Viola, Franco Di Censo, Lucio Schiavone.

