«Tribunali e carcere, ecco le priorità»

30 Dicembre 2016

La senatrice abruzzese ancora all’esecutivo: possiamo salvare 2 sedi giudiziarie su 4

ROMA. «Mi auguro che anche la mia posizione venga confermata», aveva detto in un'intervista al Centro il 27 dicembre. E così è stato. L'Abruzzo conserva il suo sottosegretario: Federica Chiavaroli mantiene il cruciale posto alla Giustizia. La senatrice del Nuovo centrodestra potrà così proseguire il suo personale impegno che, come lei stessa spiega, è quello di «continuare il percorso già iniziato per provare a salvare almeno due dei quattro tribunali» della regione - Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano - che per effetto della riforma Monti «sono destinati a chiudere».

Un obiettivo che, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, sembrerebbe alla portata. Spetta alla politica metterci mano, assicura la parlamentare abruzzese. «Quando dico la politica, dico che la decisione non può essere lasciata ai territori - prosegue -. In Abruzzo siamo tutti d'accordo che la strada può essere una proroga della chiusura dei quattro tribunali, da inserire nel prossimo Milleproroghe». Servirà tempo, invece, per proporre al governo una modifica della legge Monti e salvarne due. «Questo è un obiettivo realistico, altri no: in caso contrario, nel settembre 2018 chiude tutto», avverte la Chiavaroli. Il riordino della geografia giudiziaria «non ci fornisce darti peggiorativi del sistema giustizia, che è bene dire, non è un servizio di prossimità come la sanità». Ma sia chiaro: «Per salvare almeno due tribunali serve mettere da parte ogni ipotesi campanilistica - insiste la sottosegretaria -. Oggi non c'è accordo, ma ci serve tempo per trovare una sintesi, anche dopo le elezioni di Avezzano. La scelta non può essere strumento elettorale, quando si sarà votato, allora si potrà fare una riflessione serena».

L'impegno della Chiavaroli, però, non si ferma ai tribunali. Tra le deleghe importanti c'è anche quella delle carceri. «Stiamo lavorando ad una struttura di falegnameria nel carcere di Sulmona, ma soprattutto a dialogare con gli imprenditori per portare lavoro dietro le sbarre a Pescara per esempio va sottolineato l'impegno della Saquella - conclude -. Gli imprenditori cominciano a crederci, e credo che se ad un carcerato non offriamo queste opportunità veniamo meno al nostro dovere».

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