Tributi, contribuenti quasi virtuosi nel 2017

16 Febbraio 2018

Francavilla al Mare. Soddisfa il dato comunale tra tasse incassate e previste Bene l’imposta sugli immobili (87%), un po’ meno i rifiuti con il 78% di entrate

FRANCAVILLA AL MARE. A Francavilla al Mare la maggior parte dei contribuenti paga imposte e tributi, così il Comune incassa la quasi totalità delle entrate previste. Nello specifico, l'imposta municipale unica sugli immobili (Imu) è stata regolarmente corrisposta dal 87 per cento dei francavillesi nel corso del 2017. Mentre i residenti della città adriatica sono stati più restii a pagare la Tari, la tassa sui rifiuti istituita nel 2014. In questo caso, i versamenti si attestano sul 78 per cento, quindi con una quota di inevaso che è superiore al 20 per cento.
Andando a spulciare i dati, emerge come l'ente comunale abbia incassato lo scorso anno dall'Imu 800mila euro meno del previsto: sei milioni e 100mila euro invece di sei milioni e novecentomila. La forbice tra stimato e ricevuto si allarga ulteriormente nel caso della Tari che, per i dodici mesi passati, avrebbe dovuto assicurare un gettito di quattro milioni e 400mila euro ma che, nella realtà, sono stati tre milioni e 400mila euro. Un milione netto in meno.
I risultati, in generale, sono tuttavia soddisfacenti per l'amministrazione comunale, che infatti può contare su entrate molto più elevate rispetto ad altre realtà urbane, nelle quali l'incidenza di coloro che non pagano imposte e tasse comunali è decisamente più alta.
Naturalmente, il tredici per cento di coloro che non pagano l'Imu e il ventidue per cento di chi non corrisponde la Tari, dovranno essere in ogni caso individuati e indotti al pagamento dovuto, sanzioni a parte. «La soddisfazione c'è quando si incassa quanto previsto», spiega l'assessore al Bilancio Rocco Alibertini, «capiamo che il momento di difficoltà economica persiste, ma siamo abbastanza contenti. Per fortuna abbiamo la Risco, la società di riscossione che si occuperà degli accertamenti e delle verifiche allo scopo di recuperare le somme non pagate dai contribuenti».
Alibertini spiega come avviene la procedura: «Per la Tari, c'è prima un sollecito, senza previsione di sanzioni, per ricordare il mancato pagamento, magari di una sola rata. Dopo il sollecito, si procede con le sanzioni. Per l'Imu, si procede con il calcolo autonomo di quanto va corrisposto in base alle aliquote, con la Risco che fa un controllo a posteriori anche per chi paga più del dovuto. Non solo per chi paga meno». Le verifiche sui mancati pagamenti partiranno nei prossimi mesi con il sollecito entro maggio-giugno. Per il 2018, le scadenze Imu saranno sempre 16 giugno e 16 dicembre, mentre la prima rata Tari scadrà alla fine di marzo, poi a fine luglio e fine ottobre.
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