«Troppa confusione sulla nuova Giardini»

6 Luglio 2017

Penne, interrogazione dei consiglieri Cinque stelle sull’appalto della scuola bloccato dalla giunta

PENNE. Il futuro della Mario Giardini è sempre più un rebus e sempre più fonte di polemiche. Dopo la decisione della giunta del sindaco Mario Semproni di chiedere al proprio dirigente comunale di bloccare il bando di gara per la costruzione della nuova scuola, con un iter giunto a conclusione e con tanto di concessione a costruire arrivata addirittura lo scorso settembre, anche il movimento Cinque stelle e i propri rappresentanti in Consiglio comunale hanno voluto chiedere spiegazioni.
Nelle scorse settimane, hanno presentato un’interrogazione all'amministrazione per chiedere diversi chiarimenti. I consiglieri pentastellati vogliono capire, ad esempio, come mai l'amministrazione non abbia tentato di bloccare l'iter dell’appalto prima che il responsabile del procedimento, l'ingegner Piero Antonacci, concedesse il permesso a costruire alla Corbo Group.
«L'amministrazione continua a mostrare la propria confusione in merito alla Giardini, una situazione che da Settembre è ancor più complessa. La città ha il diritto di sapere quale sarà il destino della vecchia e della nuova sede. Abbiamo posto molte domande al sindaco e alla giunta, in una lunga e dettagliata interrogazione nella quale chiediamo spiegazione sull'iter che ha portato alla delibera numero 61, approvata dall’esecutivo nonostante il parere negativo ampiamente motivato dal segretario generale», attacca il capogruppo M5s, Luca Falconetti. Per l'amministrazione, la costruzione della nuova scuola sarebbe una spesa impossibile per le casse dell'ente e potrebbe condurre addirittura al dissesto. Detto ciò anche i Cinque stelle, durante l'ultima tornata elettorale, si erano espressi negativamente circa la delocalizzazione della Giardini.
«Non siamo per la costruzione della scuola in via dei Lanaioli», precisa Falconetti, «la nostra idea è che per le scuole di Penne ci voglia un programma. Non si possono prendere decisioni isolate senza sapere cosa si farà dopo. Inoltre», chiosa il capogruppo dei Cinque stelle, «se l'amministrazione non vuole costruire la nuova scuola in via dei Lanaioli deve assumersi la responsabilità politica di dire cosa intende fare. non può scaricare la responsabilità sui tecnici». (f.bel.)
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