«Troppa gente», nuova stretta E supermercati chiusi domenica

6 Aprile 2020

Le prefetture dispongono maggiori posti di blocco fino a Pasquetta: 3.407 persone sanzionate finora La Regione sta preparando un’ordinanza (oggi la firma) per vietare le aperture nei giorni festivi

PESCARA. «Troppa gente ancora in giro». Una dichiarazione che è diventata un mantra negli uffici delle prefetture e in quelli della Regione Abruzzo. Così da un lato arrivano disposizioni più rigide nella settimana che porta alla Pasqua e alla Pasquetta (anche su indicazione del Viminale), con un maggiore impiego di pattuglie delle forze dell’ordine lungo le strade, dall’altro si appronta un’ordinanza – la firma è attesa per oggi – per disporre la chiusura di tutti i supermercati abruzzesi la domenica e negli altri giorni festivi (ormai è assodato che i provvedimenti restrittivi verranno prorogati oltre lunedì 13 aprile).
LE SANZIONI. In tutto l’Abruzzo sono state 3.407 le sanzioni per quanti non hanno rispettato le norme stabilite nell’ultimo decreto. Un trend in costante crescita: dall’inizio di aprile e in appena 5 giorni, stando ai report delle prefetture, i trasgressori sono aumentai di oltre 678 unità. Tutto questo nonostante i ripetuti avvisi a restare in casa, salvo vi sia la motivata esigenza di spostarsi.
I NUMERI. Un esercito di irregolari che con le scuse più disparate non rispetta i divieti. In provincia di Pescara, dal 27 marzo al 4 aprile, sono state sottoposte a controllo 15.241 persone. In tutto il periodo delle restrizioni sono state 834 le denunce e le sanzioni (39 le segnalazioni per falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale falsa, dichiarazione sulla identità o sulle qualità personali proprie o di altri). Le attività controllate 5.258, di cui 8 sanzionate e 5 sottoposte a chiusura provvisoria o sospensione. In provincia dell’Aquila sono state 23.932 le persone controllate. Quelle incappate in denunce o sanzioni 637. I negozi ispezionati 7.159, di cui 26 incappati in provvedimenti (un bar è stato sospeso). Nel Chietino sono stati 13.240 i fermati e 822 i sanzionati. I negozi controllati sono stati 13.399, quelli sanzionati 9 (due le attività sospese dalla prefettura). Il record dei numeri spetta alla Provincia di Teramo: 105.285 controllati, 1.114 sanzionati, 8.808 attività ispezionate (8 sanzionate).
CHE COSA SI RISCHIA. Con l’entrata in vigore del decreto del 25 marzo, l’inosservanza delle disposizioni non contemplano più misure sul piano penale, ma una sanzione amministrativa tra 400 e 3mila euro (aumentata fino a un terzo se commessa con un veicolo; raddoppiata in caso di recidiva). Però, chi la salda entro 60 giorni dalla notifica paga solo il minimo di 400 euro, ulteriormente scontato del 30% (dunque 280 euro) se paga entro cinque giorni. Nessuna stangata, dunque. Fatto non gradito dai governatori di molte regioni, Abruzzo compreso. Una norma transitoria la applica anche alle violazioni già commesse, ma in questi casi nella misura minima ridotta alla metà, quindi tutti i denunciati fino al 25 marzo non rischiano alcunché sul piano penale, mentre dovranno pagare una sanzione di 200 euro.
QUANDO MUOVERSI. Gli spostamenti anche fuori dal proprio comune di residenza o domicilio sono contemplati per esigenze lavorative, per motivi di salute (ad esempio per sottoporsi a terapie e cure mediche), per situazioni di necessità (acquisti di generi di prima necessità, farmaci, giornali) e per motivi di assoluta urgenza (ad esempio quando i servizi non sono disponibili nel proprio comune).
CARCERE PER I CONTAGIATI. Viene punito col carcere da uno a cinque anni chi è in quarantena perché positivo al coronavirus ed esce intenzionalmente di casa violando il divieto assoluto di lasciare la propria abitazione. In questo caso, si incorre in un reato contro la salute pubblica, provocando il diffondersi dell’epidemia. In Abruzzo non sono stati registrati episodi in tal senso.
SUPERMERCATI. L’assessorato alle Attività produttive della Regione sta lavorando a una nuova ordinanza per imporre la chiusura dei supermercati domenica e negli altri giorni festivi. Provvedimento reso necessario perché anche ieri si è registrato un afflusso eccessivo in alcune strutture.
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