«Troppe difficoltà per i pescatori»

2 Agosto 2019

Gli armatori lanciano l’allarme: settore in crisi, rischia di scomparire

MONTESILVANO. «Consentiteci di fare il nostro lavoro, altrimenti rischiamo di lasciare le barche e di dire addio per sempre alla pesca». È questo il grido d’allarme indirizzato alla Regione da Mario Di Pietropaolo ed Emiliano Sagazio, due pescatori di Montesilvano con una lunga tradizione di famiglia alle spalle, che da anni faticano a sbarcare il lunario per colpa della natura e della burocrazia. «Fino a qualche anno fa a Montesilvano eravamo dieci pescatori, oggi siamo rimasti in 4. E se andiamo avanti così, anche noi superstiti rischiamo di dare fuoco alle nostre imbarcazioni», spiega Di Pietropaolo, pescatore da quasi 60 anni.
Ma quali sono i principali ostacoli che incontrano gli operatori della piccola pesca montesilvanesi? «Innanzitutto c’è il problema dei delfini», riferiscono, «non solo ci mangiano tutto il pesce più pregiato che catturiamo, ma distruggono anche le reti. Ma per questo non possiamo farci niente. Loro vivono in mare e quindi è giusto che vengano prima di noi. Dobbiamo solo aspettare l’autunno quando si allontaneranno».
«Il problema più grave è legato alla pesca delle anguille, un’attività per noi redditizia e sulla quale siamo specializzati da generazioni, ma che dal 2012 non ci è più permessa», evidenzia Di Pietropaolo. Da ormai 7 anni, infatti, la Regione è fuori dal Piano nazionale di gestione delle anguille per non aver elaborato un piano regionale. «Hanno ignorato», dicono, «le nostre esigenze, nonostante l’elaborazione di un piano sarebbe costato appena 16.500 euro e ora accade che i pescatori delle altre regioni si spartiscono anche le nostre quote, mentre se noi peschiamo le anguille siamo costretti a ributtarle in mare altrimenti andiamo incontro a una multa di 4.000 euro e a una denuncia penale». Il divieto comporta una perdita di incassi di circa 6.000 euro nei mesi tra ottobre e dicembre quando gli operatori fanno più fatica. «Finora», concludono, «nonostante le nostre richieste ripetute e le proposte di progetti di pesca sperimentale non siamo riusciti a ottenere nulla. Per questo, a seguito del rinnovo dell’amministrazione regionale, lanciamo un appello all’assessore alla pesca Imprudente affinché possa venire incontro a una categoria che rischia di scomparire». (a.l.)
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