«Troppi bar e ristoranti aperti in centro»

I residenti di viale Regina Margherita: bene gli orari stabiliti dal Comune, ma è a rischio la tranquillità
PESCARA. Dalla parte del sindaco Masci si schiera l’associazione “Tutela ambiente e vita per viale Regina Margherita e dintorni”, il cosiddetto “comitato dei mille”, il cui presidente è Maria Laura Floridi. L’associazione è «soddisfatta» per la decisione dell’amministrazione di «limitare gli orari di apertura del settore “beverage” in centro» e si «augura che questa scelta venga mantenuta ferma anche per il prosieguo dell’estate», come si legge in una nota. «È sotto gli occhi di tutti che i giovani hanno modificato le loro abitudini e le zone centrali dove si svolge la movida sono stracolme di persone già nelle prime ore serali, mentre in passato il maggior afflusso si concentrava a mezzanotte, per poi proseguire incontrollato e con scene degne di in un vero e proprio far west fino all’alba», prosegue il documento. Proprio per questo motivo «le preoccupazioni degli esercenti appaiono incomprensibili», dicono dal comitato.
Se da una parte i gestori dei locali e le associazioni di categoria non hanno condiviso la scelta del Comune di interrompere la movida in alcune zone all’una e trenta, il venerdì e il sabato, dall’altra il comitato dei mille boccia «la scellerata decisione di consentire una così alta concentrazione di licenze in una zona a vocazione prettamente residenziale». Ora si dovrebbe «rimediare», chiedono i cittadini, «tenendo in primaria considerazione gli interessi di migliaia di proprietari e residenti che hanno fatto - e fanno - sacrifici per potervi abitare, riposare e lavorare» anche perché un’amministrazione «non può lasciare i cittadini ostaggio degli interessi di pochi operatori economici». Tra i problemi sollevati c’è quello della sporcizia. «I servizi igienici dei locali sono del tutto insufficienti ad accogliere i numerosissimi clienti che consumano alcol in grandi quantità» per cui si è creata «l’indecente abitudine di utilizzare i cortili dei palazzi circostanti, trasformati in vere e proprie latrine». L’associazione, che ha consultato l’avvocato Patrizio Cipriani, segnala anche «la violazione costante, trascurata dalle autorità, della legge 125/2001 (in materia di alcol e di problemi alcol-correlati), «che vieta – dalle 24 alle 7 – la vendita e la somministrazione di alcolici su spazi e aree pubblici diversi delle pertinenze e quindi anche nei dehor e ai tavolini sistemati su aree pubbliche concesse agli esercizi commerciali», sottolinea il comitato. «E questi limiti non possono essere oltrepassati con la normativa locale».

