«Troppo rumore, qui non si vive più»

Dalla riviera nord la denuncia del regista Fernandez sulla musica sparata fino a tardi. Stesso problema anche in centro
PESCARA. «È terribile. Qui non si dorme più. La musica che arriva dagli stabilimenti balneari ci toglie la vita». Francisco Fernandez, il regista spagnolo che vive sulla riviera nord di Pescara, nella zona della pineta, è uno di quei cittadini disperati che non ce la fanno più a sopportare il caos notturno, specie nel fine settimana, quando si può ballare fino alle 4. «Domenica scorsa», dice, «la musica è andata avanti dalle 17 fino alle 2 di notte: nove ore di rumore ininterrotto sono difficili da sopportare», commenta. «È come stare allo stadio. E ovviamente in queste condizioni non si dorme e non si riesce a vedere la televisione. L’unico rimedio possibile sono i tappi alle orecchie, per dormire, e per fortuna non accade tutte le sere, altrimenti uscirei di casa con il fucile per cercare di risolvere il problema. Per noi», prosegue, «è davvero frustrante, mia moglie l’anno scorso è finita in ospedale e forse quest’anno la situazione è perfino peggiorata».
Nella speranza di avere un po’ di quiete, Fernandez si è rivolto «una ventina di volte alla polizia e la pattuglia è sempre arrivata ma ho la sensazione che le forze dell’ordine non possano fare niente e che siano impotenti esattamente come noi. Qualche volta si rimpallano le responsabilità tra loro, magari dicendo che bisogna rivolgersi all’Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale). Certo, le multe le fanno e l’Arta si occupa della misurazione dei decibel ma l’iter burocratico è complesso, prima che si arrivi a un provvedimento che faccia spegnere la musica. Mi viene da pensare che sulla riviera ci sia qualcuno che può fare ciò che vuole e non credo sia accettabile, per cui oltre a sentirci impotenti ci sentiamo anche arrabbiati e delusi».
Il disagio non riguarda solo questa famiglia. «Noi non ce la facciamo più», aggiunge Fernandez, «e non ce la fanno neppure gli altri. La musica, poi, è solo uno degli aspetti negativi perché c’è anche il problema degli schiamazzi. I giovani non hanno rispetto di nessuno, qui fanno di tutto: si picchiano, rimettono, ci lasciano i loro bisogni fisiologici». Che fare? «Mia moglie», spiega il regista, «l’anno scorso ha presentato un esposto ai vigili urbani» ed è proprio sulla base di questi documenti che la polizia municipale si attiva ed esegue controlli mirati. «Ora, però, sto pensando di rivolgermi alla Procura. Divertirsi va bene ma non è necessario un volume eccessivo», conclude.
La situazione non cambia in centro. «Alcune notti fa la musica era davvero insopportabile», dice una pensionata che vive tra via Tassoni e via Galilei. «Il volume era altissimo, direi esagerato. Forse c’era qualche spettacolo all’ex stadio del mare e in questi casi il baccano comincia nel pomeriggio, con le prove. Io mi sono protetta già da anni, proprio perché non sopportavo il frastuono: le mie finestre hanno tre vetri per cui verso l’una mi chiudo dentro e non sento niente. Non so davvero come fa chi alloggia negli hotel e chi vive lì. Di certo sul terrazzo non potrei starci».
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