Trovati cani con orecchie e code tagliate

Blitz dei carabinieri forestali in una struttura di Cepagatti, sequestrati 35 animali. Denunciato 53enne per maltrattamenti
CEPAGATTI. Avevano orecchie e coda tagliate. In queste condizioni sono stati trovati 21 dei 35 cani molossoidi ospitati in una struttura di Cepagatti, dove il personale dei carabinieri forestali ha eseguito un controllo su segnalazione della Asl. Alla luce di quell’intervento è scattato il sequestro preventivo degli animali, che è stato eseguito giovedì.
Lo ha disposto il giudice per le indagini preliminari di Pescara, Elio Bongrazio, su richiesta del pubblico ministero Andrea Papalia, alla luce degli accertamenti dei carabinieri forestali. E per un 53enne del posto, che si dovrà occupare della custodia dei cani, è scattata una denuncia all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali.
Non è la prima struttura ad essere controllata. Il Gruppo carabinieri forestale di Pescara ha già visitato canili e allenamenti e nella seconda metà del mese di maggio è stato sequestrato un allevamento di Chihuahua di Montesilvano e tre persone, tra cui un veterinario, sono state denunciate. In quel caso i cani, 30 in tutto, sono finiti quasi tutti in un canile rifugio.
Per quanto riguarda la struttura di Cepagatti il controllo è stato promosso a seguito di una segnalazione della Asl, e cioè del personale medico veterinario. Si è scoperto così che una parte dei cani aveva orecchie e coda mozzate, pare per una questione puramente estetica. Dell’esito di quella ispezione è stata informata la Procura ed è stato chiesto il sequestro degli animali visto che pratiche del genere rientrano nella fattispecie dei maltrattamenti degli animali. Al momento del sequestro, eseguito dal personale del Nucleo operativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale, i cani che avevano subito l’amputazione risultavano 21, su un totale di 35 esemplari, perlopiù di razza Corsa. Si tratta di animali «grossi ed aggressivi», fa notare il comandante, Giancarlo D’Amato sottolineando «l’opera di tutela degli animali» portata avanti dal Gruppo carabinieri forestale per ciò che riguarda i reati di maltrattamento.
A Montesilvano le indagini avevano consentito di accertare che alle fattrici, cioè i cani destinati alla riproduzione, venivano somministrati ormoni progestinici per favorire l’accoppiamento e incrementarne artificialmente la riproduzione stessa. Inoltre venivano corrette meccanicamente, durante le fasi di sviluppo dei cani, le mandibole di alcuni esemplari, per consentire la partecipazione ad esposizioni canine. Tra l’altro ad alcuni Chihuahua con pedigree è stato espiantato il microchip, inoculandolo in altri cani per aumentarne il valore.
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