Pescara

Truffa con falsi timbri dei medici: a processo le titolari della Sanitas di Pescara

20 Ottobre 2026

Raggirata l’Azienda sanitaria pescarese. Così aggiravano l’indispensabile autorizzazione Asl per vendere ausili ortopedici (letti e carrozzine). Smascherate grazie a una funzionaria: uno dei timbri era di una dottoressa da tempo in altra sede

PESCARA. Avevano escogitato il sistema per vendere una quantità maggiore di ausili medici aggirando la indispensabile autorizzazione della Asl e la necessaria visita dello specialista che avrebbe magari potuto obiettare qualcosa e ostacolare quel commercio per motivi tecnico-sanitari: una truffa da circa 22 mila euro finita ora davanti al giudice monocratico.

Sotto processo sono finite in due: Patrizia Battista (60 anni, nata in Svizzera ma residente a Pescara) e Greta Camerlengo (30 anni, di origini teramane) titolari del punto vendita “GLG Sanitas” di Pescara, società anche questa finita davanti al giudice come persona giuridica. Sono accusate di falso e truffa per aver contraffatto i timbri di alcuni medici della Asl (sei in totale) che ora si è costituita parte civile nel processo, affidandosi all'avvocato Giovanni Mangia.

LA FUNZIONARIA ATTENTA

Il meccanismo, che pare andasse avanti da qualche anno (il periodo temporale accertato va dal 2022 al 2024), si inceppò perché una funzionaria Asl si rese conto che uno dei timbri con i quali venivano falsificate le richieste di quei prodotti particolari e costosi, era di una dottoressa (che lei conosceva personalmente), che già da un paio di anni aveva cambiato sede di servizio e lavorava in un ospedale di Latina, e quindi non avrebbe mai potuto rilasciare quella documentazione. La cosa venne riportata al direttore sanitario della Asl che segnalò la questione ai carabinieri del Nas. E partirono le indagini.

ALMENO 25 CASI

La funzionaria, assegnata all’unità operativa speciale del reparto disabilità e supporto protesico, venne ascoltata dagli inquirenti e riferì di quel caso che divenne l'elemento chiave per arrivare a scoprire la truffa che conta ora 25 casi portati all’attenzione del giudice monocratico Antonio Schiraldi che proprio ieri ha ascoltato, in udienza, i primi testi dell’accusa e quindi gli investigatori.

L’ACCUSA

Il caso che diede il via all’inchiesta si riferiva a un sollevatore con imbracatura. Nel capo di imputazione la pm Anna Benigni scriveva: «in unione e concorso tra loro, Camerlengo in qualità di legale rappresentante della Sanitaria “GLG Sanitas” di Pescara, la Battista quale gestore di fatto, con artifizi e raggiri, consistiti nel presentare al presidio Asl deputato alla verifica delle prescrizioni protesiche ed all'autorizzazione della relativa spesa a carico del servizio sanitario nazionale la prescrizione contraffatta in favore del richiedente (di cui omettiamo il nome ndr), unitamente al preventivo e istanza di fornitura di proprio prodotto commerciale, compivano atti idonei ed unicamente diretti ad indurre la Asl di Pescara, tratta in errore sulla regolarità della procedura, ad erogare alla detta Sanitaria il relativo pagamento, così da procurarsi un ingiusto profitto con pari danno patrimoniale altrui. Con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di ente pubblico».

GLI ALTRI EPISODI

Dello stesso tenore gli altri episodi contestati che riguardavano un letto, materasso e sedia; un materasso con compressore; un montascale mobile a cingoli; vari tipi di carrozzine; un letto articolato elettrico completo di accessori e materasso ventilato e via discorrendo.

LE INDAGINI DEI NAS

I Nas acquisirono gli elenchi dei pazienti della Sanitaria (ignari di quanto veniva fatto con quelle pratiche), eseguirono una perquisizione negli uffici della stessa Sanitaria e avviarono l’audizione dei cinque medici interessati (la prima dottoressa è quella che presentò la denuncia che diede il via all’inchiesta), che dichiararono la falsità della firma apposta sul modulo di richiesta e, soprattutto, la falsità del timbro che, in alcuni casi, non era stato più utilizzato dal medico o addirittura cambiato con una dicitura diversa. I carabinieri, nella loro informativa, spiegarono il meccanismo e l’entità del danno per la Asl, aggiungendo che vi erano stati anche dei tentativi di truffa non andati a buon fine. Invece in due casi (di quelli presi a campione dai Nas sui cento in elenco) il prodotto non venne mai recapitato all’interessato che quindi non sapeva nulla di quella richiesta. In un altro caso venne accertato che uno dei prodotti ottenuto con la truffa, riguardava il padre della Battista, nonché nonno della Camerlengo.

SVELATO IL MECCANISMO

Nelle carte dei Nas viene così spiegato in breve il meccanismo: «Quando il paziente si reca nella sanitaria a chiedere informazioni sulle protesi, quale primo acquisto o rinnovo, l’indagata gli compila “l'allegato C” (che si scarica dal web ndr) in tutte le sue parti anche in quelle spettanti allo specialista della Asl, apponendo in ultimo con il “fotoshop” il timbro e la firma del medico, ed una volta munita la pratica dei necessari documenti, la invia alla Asl la quale, dopo averla controllata, avalla il preventivo di spesa. Questo spiega la consegna delle protesi nonostante il medico non abbia mai visitato il paziente ed abbia disconosciuto il suo timbro e la sua firma».