Truffe agli anziani, due arresti

Due donne bloccate dai carabinieri dopo aver intascato soldi
PESCARA. Lui ci credeva. Pensava davvero che prestando 600 euro a due donne avrebbe avuto in cambio una ricompensa di diecimila euro, per cui ha ritirato i soldi all'Ufficio postale di via Passolanciano e li ha consegnati alla coppia. Una volta fuori ha trovato i carabinieri, che hanno arrestato le truffatrici. L'uomo, ennesima vittima degli scaltri imbroglioni che si muovono su Pescara, è un pensionato di 78 anni, mentre le due donne sono Anna Loiacono, 48 anni, e Elvira Gallo, 45 anni, pescaresi, già conosciute per i loro precedenti, sempre nel campo delle truffe. La ricostruzione dei fatti arriva dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, diretti dal tenente Antonio Di Dalmazi, che sono stati avvertiti da un conoscente del pensionato, preoccupato dalle attenzioni delle due nei confronti dell’anziano, e hanno tenuto d’occhio la situazione.
Loiacono e Gallo hanno usato un copione di truffa "classico e collaudato", come lo definiscono gli investigatori: hanno avvicinato il pensionato, che conoscevano già, e gli hanno spiegato di dover incassare un assegno da 130mila euro, che gli hanno sventolato sotto al naso, ma di poterlo fare solo pagando 200 euro per l'apertura di un conto corrente. Non avendo contanti, hanno chiesto un prestito al 78enne e lui ha acconsentito, allettato dall’idea di essere risarcito con diecimila euro. I tre hanno raggiunto insieme l'ufficio postale di via Passolanciano, dove si è fatto trovare nei pressi della porta un uomo che si è presentato come il direttore. Per i carabinieri si trattava di un complice delle truffatrici, eppure il 78enne non ha affatto pensato a questa ipotesi, ha continuato a credere a Loiacono e Gallo ed ha prelevato il denaro, consegnando loro 600 euro (non più 200). L’anziano sperava di intascare nel giro di qualche ora i diecimila euro che gli erano stati promessi e invece all’uscita delle Poste ha trovato i carabinieri, che hanno fermato il terzetto. Gli uomini del Nucleo operativo e radiomobile, dopo aver capito come si sono svolti i fatti, hanno spiegato all’anziano che si trattava di una truffa e lui si è perfino risentito, pregustando già l’incasso del lauto compenso. Solo dopo aver appurato che il vero direttore dell'Ufficio postale è un altro e che per aprire un conto corrente bastano pochi euro, l'anziano ha capito di essere stato abbindolato, ha ringraziato i carabinieri e ha sporto denuncia. Per le due donne è scattato l'arresto e sono state costrette a restituire il denaro, che è stato sequestrato e restituito alla vittima. Le indagini proseguono per risalire al finto direttore dell'Ufficio postale e capire se ci sono stati altri prestiti, in passato.
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