Turismo, ecco le dieci proposte vincenti

Dalle vacanze in bici ai cammini religiosi, le esperienze più gettonate dai visitatori che scelgono la regione verde d’Europa
PESCARA . Dalla coltivazione in “quota” del luppolo all’ospitalità diffusa, dalle vacanze in bicicletta al cammino di San Tommaso. È l’Abruzzo che fa girare le idee quello che vince, l’Abruzzo che propone le sue esperienze, quelle non delocalizzabili e non replicabili in nessuna altra parte del mondo. Di questo si è parlato nel corso di una tavola rotonda promossa dalla Camera di commercio di Chieti-Pescara al porto turistico del capoluogo adriatico, un focus con al centro il territorio, l’unica risorsa di cui l’Abruzzo è davvero ricco, realizzato in collaborazione con Isnart, la società in house che si occupa di turismo. Hanno partecipato, tra gli altri, Gennaro Strever, presidente della Camera di commercio Chieti-Pescara, Roberto Di Vincenzo, presidente di Isnart, e i dieci rappresentanti di altrettante realtà abruzzesi finite tra le 500 imprese italiane di eccellenza. Si tratta di Fabiano Aretusi, vice presidente Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Sara Aromatario (azienda agricola Mappavels), Giorgio Cimini (Opitalitas), Claudio Di Dionisio (BikeLife), Fabrizio Lucci (Italia Sweet Italia), Paolo Setta (Il Bosso), Antonio Stroveglia (Wolftour), Giammarco Giovannelli (Hotel Venere), Fausto Di Nella (Associazione Cammino di San Tommaso), Claudio Colaizzo (Associazione Le Rotaie – Transiberiana d’Italia).
I NUMERI. Il sistema turistico abruzzese conta nel 2018 oltre 17 mila imprese, pari all’11% del totale regionale, e poco più di 55 mila addetti (14% del totale). L’incidenza della filiera turistica sull’economia locale è esattamente in linea con quella media nazionale. Il 2018, secondo i dati di Isnart, è stato un anno sostanzialmente positivo per il turismo abruzzese che è cresciuto nel suo complesso più della media nazionale dimostrando una oggettiva capacità di reazione di fronte agli eventi naturali che nel biennio 2016-2017 avevano pesantemente condizionato le scelte di soggiorno.
PASSATO RECENTE. Il confronto con il 2017, avvertono gli esperti, va valutato con cautela: gli episodi sismici da un lato e le condizioni critiche determinate dalla forte ondata di maltempo dall’altro hanno prodotto effetti dirompenti sul sistema turistico locale, in particolare quello delle aree interne della regione. Tutto considerato, dunque, i dati del 2018 vanno letti anche con ottimismo perché esprimono una buona capacità di recupero rispetto alle difficoltà precedenti.
SEGNALI POSITIVI. «La positiva dinamica regionale – diffusa in quasi tutte le province - è stata solo in parte attenuata dal leggero calo di alcuni poli del mercato balneare abruzzese. Altre tradizionali destinazioni costiere», avverte il report della Camera di commercio Chieti-Pescara e di Isnart, «hanno visto crescere arrivi e presenze a tassi superiori a quelli medi regionali. Nella media annuale il tasso di occupazione delle camere è passato dal 38,3% al 44,9%. Nell’area Chieti-Pescara le strutture ricettive sono risultate in media più utilizzate comparativamente al contesto regionale. È soprattutto dalle aree più interne dell’Abruzzo che sono arrivati segnali positivi. Ad eccezione di Teramo gli altri capoluoghi di provincia hanno fatto registrare aumenti in doppia cifra ed è positivo notare come anche la città dell’Aquila stia gradualmente recuperando la sua attrattività».
COSA DICONO I VISITATORI. Le informazioni raccolte direttamente dai visitatori offrono una immagine molto circoscritta delle principali motivazioni di vacanza. Sebbene in misura sensibilmente inferiore alla media delle altre destinazioni italiane, il desiderio di gustare i prodotti dell’enogastronomia locale costituisce la principale motivazione di vacanza di chi visita l’Abruzzo. Ad essa è associato, praticamente con pari intensità, l’interesse per la varietà del patrimonio artistico.
IL GAP DA COLMARE. «Il 2018 ha rappresentato in qualche modo per l’Italia un anno storico: per la prima volta», evidenzia il report, «i flussi turistici internazionali hanno superato quelli nazionali. Sappiamo bene che da questo punto di vista l’Abruzzo si presenta in ritardo, non solo per il fatto di essere, insieme alla Basilicata, la regione italiana meno internazionalizzata, ma anche per avere una delle più basse quote di turismo di residenti regionali. Siamo ben consapevoli di questo ritardo ma anche dei significativi spazi potenziali che ancora possono essere sperimentati per accrescere il mercato locale non meno di quello internazionale.

