Tutta Tocco dà l’addio a Terzini

L’ingegnere ucciso dal Covid: il dolore di amici, familiari e colleghi
TOCCO DA CASAURIA. La folla che ha partecipato ieri all’addio a Maurizio Terzini, 58 anni, stroncato dal Covid, ha riempito via Mazzini. Ai toccolani si sono aggiunti amici, conoscenti e colleghi di lavoro provenienti dai centri del Pescarese e dell’Aquilano, dove Terzini prestava servizio come ingegnere negli uffici tecnici di alcuni Comuni, per le istruzione delle pratiche del terremoto. L’attacco del virus che lo ha costretto al ricovero nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Covid di Pescara è stato particolarmente severo, «anche perché», ricorda la sorella Adele, «Maurizio era perfettamente sano, non aveva mai sofferto di alcuna patologia ed era nel pieno delle sue forze e delle sue energie».
In prima fila, ai lati dell’altare, le tante ragazze tesserate con la locale squadra di Pallovolo che Maurizio seguiva, allenava e preparava: «Lasci un grande vuoto, ma il tuo ricordo sopravviverà nella memoria di tutti noi», la loro dedica, alla quale hanno aggiunto: «Non ci sono addii per noi. Ovunque tu sia, sarai sempre nei nostri cuori».
Dall’associazione Avis, di cui Terzini era componente del direttivo, il messaggio è stato di speranza: «Che la tua morte sia l’ultimo degli appelli per far riflettere, e che sia di insegnamento per chi ancora non capisce l’alto rischio che comporta il combattere con il Covid. Siamo arrabbiati Maurì», ha detto commosso il presidente Orlando Galli, «perché dovremo rinunciare alla tua eleganza, generosità, riservatezza e altruismo a cui ci avevi abituato, mantenendo le tue opinioni, ma senza disprezzare quelle degli altri».
Visibilmente emozionato, durante l’omelia, anche il parroco don Michele che ha commentato, spesso con la voce rotta, i passi del Vangelo e la caducità della vita. La funzione religiosa è stata accompagnata dai canti del coro parrocchiale.
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