Tutti gli uomini e le donne della Meloni

22 Settembre 2018

Dal sindaco aquilano Biondi a Testa e Morra: una piccola pattuglia tricolore insidiata dalle truppe verdi

PESCARA. Se Pierluigi Biondi chiama, Giorgia corre. E viceversa. «Io candidato presidente?» Ha risposto a domanda precisa, «voglio continuare a fare il sindaco, ma se Giorgia lo chiede obbedisco». Il giovane sindaco dell’Aquila è certamente il pupillo abruzzese di Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d’Italia che da giovedì ha messo un’ipoteca forte sulla candidatura di partito a governatore della Regione. Ma quante divisioni ha Giorgia in Abruzzo? Alle ultime politiche il suo partito abruzzese le ha dato qualche soddisfazione, conquistando un ottimo 5,03 per cento alla Camera, ben oltre la media italiana. Ora cerca di tenere la posizione, nonostante la Lega in crescita di consenso e di sondaggi. Pedina pregiata del partito è Carla Mannetti, assessore comunale all’Aquila, ex dirigente regionale dei Trasporti. Nello stesso Comune milita in consiglio Gorgio De Matteis, ex consigliere ed assessore regionale, una vita nel centrodestra. Sempre nell’Aquilano ci sono Daniele D’Angelo, Michele Malafoglia, Ersilia Lancia e Aurelio Bruni. A Teramo c’è Giandonato Morra, ex assessore regionale, sfortunato candidato sindaco nell’ultima tornata amministrativa contro un rinato Pd guidato da Gianguido D’Alberto.
Il Chietino è presidiato da Antonio Tavani, ex sindaco di Fara San Martino ed ex vicepresidente della provincia e da Etelwaldo Sigismondi. A Montesilvano c’è una truppa tricolore agguerrita guidata da Manola Musa.
A Pescara leader incontrastato è Guerino Testa, approdato in Fratelli d’Italia nel novembre dello scorso anno con gli altri due consiglieri comunali Alfredo Cremonese e Massimo Pastore della lista civica Pescara in Testa.
Testa aveva fondato la lista civica dopo aver abbandonato due anni prima il Nuovo centrodestra guidato in Abruzzo da Federica Chiavaroli, in polemica con l’entrata nel governo di centrosinistra.
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