Uccelli protetti catturati con le reti

10 Novembre 2020

Denunciati due 70enni scoperti a Spoltore. Per ogni coppia si guadagna 150 euro

SPOLTORE. Li hanno scoperti mentre stavano cercando di catturare gli uccelli protetti servendosi di due reti di quattro metri per due, sorrette da bastoni, che avevano posizionato su un terreno incolto di Spoltore. L’obiettivo, con tutta probabilità, era di vendere gli esemplari selvatici sul mercato illegale, come i cardellini e i lucherini che sono stati sequestrati dai carabinieri forestali e che, secondo una stima, possono fruttare ai ricettatori un guadagno illecito di oltre 150 euro per ogni coppia di volatili.
È per questa ragione che i militari del nucleo carabinieri Cites di Pescara, con l’aiuto dei colleghi della stazione carabinieri forestali di Pescara, al termine di un’attività d’indagine che è iniziata circa un anno fa, hanno denunciato due uomini di 70 anni per furto venatorio ai danni dello Stato. Adesso rischiano una pena da uno a sei anni di reclusione.
I due uomini sono stati scoperti in flagranza durante l’attività di uccellagione, tra l’altro sprovvisti di licenza di caccia, e sono stati trovati in possesso di uccelli appartenenti alla famiglia dei fringillidi, classificati come «particolarmente protetti» dalla convenzione di Berna del 1979 sulla conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa. Oltre al sequestro delle attrezzature e degli uccelli detenuti illegalmente, hanno subito anche una perquisizione domiciliare che però ha avuto esito negativo, visto che il materiale utilizzato per le attività illecite è stato ritrovato interamente sul luogo in cui erano state posizionate le reti.
Il bilancio del sequestro effettuato dai carabinieri forestali è di due reti per uccellagione (di 4 metri per due), sei bastoni da fissaggio, due gabbiette in legno, un martello, cinque ingranaggi per il movimento delle reti, spago e altri materiali. Sono stati prima messi sotto sequestro e successivamente liberati in natura, come prevede la normativa sulla caccia, gli esemplari di cardellino e di lucherino ritrovati dai militari. Come disposto dal pm Salvatore Campochiaro, gli uccelli sono stati liberati nelle vicinanze della zona di cattura. «L’illecita cattura dei fringillidi, questa volta rilasciati in natura», ha detto il comandante dei carabinieri forestali di Pescara Giancarlo D’Amato, «oltre ad alimentare il traffico illecito di richiami vivi per uso venatorio, viene effettuata nelle nostre zone anche per rifornire il commercio illegale di uccelli da compagnia». Un’operazione analoga, infatti, si era verificata alcuni mesi fa, conclusasi con il deferimento alla Procura della Repubblica di altri due uomini scoperti sul territorio di San Giovanni teatino. (y.g.)