Uccide la madre a coltellate dopo la lite in casa per soldi

Arrestato Cristiano De Vincentiis, 50 anni: ha colpito la donna 69enne più di 10 volte
BUCCHIANICO. «Venite, ho accoltellato mia mamma». Le nove del mattino sono passate da un po’ quando Cristiano De Vincentiis, 50 anni, originario di Pescara, prende il cellulare, telefona al 118 e confessa di avere appena pugnalato la madre nella casa in affitto dove vive con lei e la zia Angela a Bucchianico, al civico 4 di via Cappellina San Camillo, un vicolo che sbuca nella piazza principale del paese. Non c’è niente da fare per Paola De Vincentiis, 69 anni, originaria di Lanciano, che al figlio ha dato il cognome, colpita da più di dieci fendenti in tutto il corpo. L’accoltellatore, alle spalle numerosi precedenti anche per episodi di violenza (seppure non recenti), viene arrestato per omicidio volontario dai carabinieri della compagnia di Chieti: finisce piantonato in ospedale con ferite non gravi, lui racconterà di essersele procurate per difendersi da un’aggressione da parte della madre, ma è una versione che non convince affatto. L’ipotesi è che la lite sia scoppiata per motivi di soldi: l’uomo è seguito dal Serd, il servizio per le tossicodipendenze, e la madre chiedeva in continuazione denaro, dicendo che fosse per il figlio, al parroco e rettore del santuario di San Camillo, padre Germano Santone.
LA RICOSTRUZIONE
La discussione scoppia verso le 8.30 nell’abitazione di una settantina di metri quadri che si sviluppa su due piani, il primo con una cucina e una piccola sala e quello superiore con la zona notte. L’unica certezza è che Cristiano, in camera da letto, colpisce ripetutamente la madre. La zia dell’assassino, che ha gravi problemi di salute e si trova in un’altra stanza, non si accorge di nulla. Succede tutto in rapida successione: il 50enne allerta il 118 e, mentre è ancora al telefono, esce di casa, perché non ricorda il nome preciso della via, considerando che vive qui solo dal luglio scorso. Cristiano è consapevole che la madre potrebbe essere morta e, fin dall’inizio, racconta la storia di essersi difeso solo da un’aggressione. Una vicina lo nota nel vicolo con in mano un coltello da cucina di grosse dimensioni, completamente insanguinato: si spaventa e allerta il figlio, che vede anche lui il 50enne armato.
L’ARRESTO
Quando arrivano i primi soccorritori, l’assassino è in pigiama sull’uscio di casa, nelle vicinanze c’è l’arma del delitto. Cristiano viene bloccato e arrestato dai militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti e della stazione di Bucchianico. La donna è sul pavimento della camera da letto, in una pozza di sangue, raggomitolata su se stessa, ormai senza vita. Alcune coltellate l’hanno raggiunta anche alla schiena: significa che ha cercato di sfuggire alla furia del figlio. Nell’abitazione va avanti per ore il sopralluogo dei militari coordinati dal tenente colonnello Massimo Di Lena, del medico legale Cristian D’Ovidio e del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giancarlo Ciani. Il paese è sotto choc: nella piazza principale si precipitano il sindaco Carlo Tracanna, il parroco, i consiglieri comunali.
LE INDAGINI
Gli investigatori ispezionano anche l’auto della vittima, una Citroen C1 parcheggiata in piazza. Nella vicina caserma gli inquirenti ascoltano i testimoni per ricostruire nel dettaglio ogni sfaccettatura della vicenda: arrivano il sacerdote, l’uomo che ha visto l’assassino ancora con il coltello in mano, il proprietario dell’immobile preso in affitto fino a dicembre dalla famiglia De Vincentiis, una commerciante che martedì ha notato madre e figlio discutere animatamente in piazza.
Nel primo pomeriggio il corpo della vittima viene portato via dall’abitazione in cui si è consumata la tragedia e trasportato all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove sarà eseguita l’autopsia. La casa finisce sotto sequestro: nei prossimi giorni arriveranno anche i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma per un ulteriore sopralluogo. È quasi sera quando il medico legale raggiunge il policlinico per visitare l’omicida, che è ricoverato e presenta ferite da taglio alle braccia, su una gamba e sulla fronte.
IL CONTESTO FAMILIARE
I litigi fra madre e figlio, in base alle testimonianze raccolte finora, erano all’ordine del giorno. Fermo restando che non risultano denunce presentate dalla vittima, anche il giorno prima dell’omicidio la donna era stata aggredita verbalmente da Cristiano, peraltro in pubblica piazza. I De Vincentiis non avevano la residenza a Bucchianico, ma a Chieti, in via delle Acacie, nella zona delle case popolari del quartiere Tricalle, dove però nessuno dice di conoscerli o di ricordarsi di loro. Anche a Bucchianico, poco più di 5mila abitanti, compresi quelli che abitano nelle contrade, dove tutti si conoscono e si chiamano per nome e gli ultimi arrivati vengono accolti senza diffidenza, anche qui questa famiglia non aveva legato praticamente con nessuno. Paola si vedeva un po’ di più in giro rispetto al figlio: quasi tutte le mattine entrava al bar per comprare i cornetti, a volte andava in pizzeria insieme alla sorella. I pochi che conoscono Cristiano, anche solo di vista, lo descrivono come un tipo schivo e taciturno. Probabilmente per soldi, in una mattina soleggiata di ottobre inoltrato, si è trasformato in un assassino.
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