«Uccidevano invocando Allah»

La notte del terrore nel racconto di chi era nelle strade intorno a London Bridge
ROMA. «Accoltellavano tutti quelli che capitavano a tiro. Questo è per Allah, gridavano». Cambia lo scenario - Parigi, Nizza, Berlino, Manchester - ma l'orrore è sempre lo stesso. E nei racconti di chi è riuscito a sopravvivere agli attentati, dal Bataclan al London Bridge, quello che colpisce di più è la velocità con cui una sera passata in strada o a bere in un pub possa trasformarsi nel peggiore degli incubi. «Stavo passeggiando quando all'improvviso ho visto persone a terra ferite, il marciapiede ricoperto di sangue», racconta Kieran che vive nella zona piena di locali e ristoranti, per lo più frequentata da giovani londoners, veri o d'adozione. Un quartiere meno turistico e più alla moda di Westminster, dove solo tre mesi fa un altro terrorista ha seminato panico e morte. «Ho visto l'attentatore che brandiva un coltello insanguinato e urlava Allah Akbar. Ero in bagno quando ho iniziato a sentire le urla. La polizia è intervenuta con due agenti, uno dei quali ha sparato all'attentatore uccidendolo», dice Ben, che al momento dell'attacco era nel pub Globe, a Borough Market. Anche Vincenzo Marino, 23enne di Catanzaro, si è trovato a due passi dalla morte. A pochi metri da lui una ragazza di 17 anni veniva accoltellata. «Gridavano il nome di Allah prima di pugnalare con quei grossi coltelli da cucina. La paura dei colpi di pistola, la gente che continua a piangere e a farsi il segno della croce...», gli attimi di orrore descritti da Vincenzo su Fb. Per il «tassista eroe» Chris, invece, non c'è stato nemmeno il tempo d'aver paura. Ha visto il furgone bianco dei terroristi investire i pedoni all'impazzata e ha deciso, passeggero a bordo, di fare un'inversione a U per cercare di fermarlo.
Nei minuti concitati dell'attacco molti sono rimasti al sicuro nei ristoranti dove stavano cenando. Uno di loro, Richard, è tornato ieri a pagare il conto della cena e a ringraziare i camerieri per averlo aiutato in un momento così drammatico. È diventata virale l'immagine di un giovane in fuga dai terroristi che non molla la sua pinta di birra, stretta nella mano mentre corre: «Ecco perché l'Isis non vincerà mai», si legge sotto la foto.

