Uccise Aliona, confermato l’ergastolo

L’assassino parla in collegamento dal carcere: la amavo, non volevo ammazzarla. Ma i giudici aquilani non gli credono
FRANCAVILLA . Un’altra sentenza conferma che Roland Bushi resterà in carcere a vita. Un’altra sentenza per ribadire che l’assassino di Aliona Oleinic, moldava di 33 anni accoltellata undici volte davanti alla sua abitazione di Francavilla al Mare, è lui, l’uomo che ieri mattina, collegato dal carcere di Viterbo, ha reso dichiarazioni spontanee davanti ai giudici: «Chiedo perdono, non volevo ucciderla, non passa giorno che non pensi a lei», ha giurato. Ma la Corte d’assise d’appello dell’Aquila, presieduta da Armanda Servino (giudice a latere Maria Gabriella Tascone), ha confermato l’ergastolo per l’albanese di 30 anni, dietro alle sbarre dal 3 settembre del 2019 per l’aggressione nei confronti della donna di cui si dichiarava innamorato, morta all’ospedale Gemelli di Roma 45 giorni dopo le pugnalate.
Nel corso della requisitoria, il procuratore generale Alessandro Mancini ha sottolineato come l’imputato non meriti la concessione delle attenuanti generiche sia per la gravità del gesto, sia perché un vero pentimento non c’è mai stato. Non solo: il pg ha rimarcato come, anche durante il periodo trascorso in carcere, Bushi abbia continuato a commettere reati, come quando è stato sorpreso in cella con un cellulare.
Le carte dell’inchiesta raccontano che «l’imputato si è presentato a casa di Aliona, persona verso la quale nutriva un’attrazione non ricambiata, suscitando la reazione del cane, che iniziava ad abbaiare; a quel punto, essendosi già presentato altre volte, la donna scendeva in giardino, presumibilmente per parlargli e allontanarlo, seguita dalla madre Galina, che ha pertanto assistito all’aggressione in tutta la sua interezza. Alla vista di Aliona, Bushi ha scavalcato il cancello impugnando un coltello da cucina, quindi l’ha colpita più volte nonostante i tentativi di difesa della madre, della sorella arrivata subito dopo e del cane. Solo nel momento in cui la donna si accasciava a terra, l’imputato interrompeva la sua azione, lanciava il coltello oltre la recinzione e rimaneva sul posto, in stato di evidente frustrazione e disperazione, fino all’arrivo dei carabinieri». Bushi ha dichiarato di trovarsi in Italia «con visto turistico, ma di lavorare come muratore in nero e a giornata, e di dimorare in abitazioni occasionali di amici e parenti».
Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Antonello D’Aloisio, Roland non voleva uccidere: «Si è pentito e ha subito confessato sia davanti ai carabinieri che di fronte al gip. Dopo il delitto, sarebbe potuto fuggire, perché in Italia non aveva una dimora fissa. Ma non l’ha fatto». Il difensore valuterà se presentare ricorso in Cassazione: il deposito delle motivazioni è atteso per il 15 aprile.

