Uccisi 35 cinghiali in tre giorni

7 Ottobre 2014

Primi controlli della polizia provinciale, sanzionati due cacciatori

PESCARA. Trentacinque cinghiali uccisi dal primo ottobre per le tre giornate consentite all’attività venatoria, e cioè mercoledì, sabato e domenica. È l’esito dei controlli svolti domenica dalla polizia provinciale diretta dal comandante Giulio Honorati che ha controllato 200 cacciatori e 12 squadre. Un servizio finalizzato al rispetto delle prescrizioni dell’attività venatoria consentita, dal primo ottobre, anche per specie come l’allodola, la beccaccia, la cesena, la starna, il tordo sassello e tordo bottaccio, il colombaccio, il germano reale, ma soprattutto il cinghiale, la lepre e la volpe. Per la caccia al cinghiale il territorio della provincia è stato suddiviso in 7 macroaree con 29 squadre di cacciatori, da 15 a 80 unità.

Il comandante Honorati fa fa notare che «i cacciatori sono aumentati, sicuramente per via dell’estensione delle specie cacciabili e in particolar modo per il cinghiale. Per quanto ci riguarda», spiega, «ne abbiamo controllati circa 200 e 12 squadre autorizzate per la caccia al cinghiale. Dai primi dati, risultano abbattuti dal primo ottobre circa 35 capi di cinghiale. Raccomando ai cacciatori», sottolinea il comandante, «di approfondire meglio la nuova disciplina sulla caccia al cinghiale, soprattutto per la tabellatura di avviso delle battute in corso, in modo da garantire la sicurezza di quanti frequentano le zone di caccia». Alla fine della giornata di controlli, due le contestazioni amministrative rilevate, nella zona di Tocco, per mancanza di abbigliamento di alta visibilità e per la mancata trascrizione sul tesserino regionale della giornata di caccia.

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