Un’altra casa tolta alla camorra: sarà utilizzata per attività sociali

Nell’appartamento alcuni degli inquilini erano stati denunciati per favoreggiamento della prostituzione Diverse le segnalazioni dei residenti della palazzina. Il sindaco: «È una data importante per la città»
MONTESILVANO. Una nuova bandierina della legalità è stata piantata ieri mattina a Montesilvano dove il Comune, in collaborazione con le forze dell’ordine, è entrato in possesso di un appartamento confiscato alla camorra. Si tratta di un’abitazione al primo piano del civico 6 di via Isonzo che in passato ha rappresentato una gatta da pelare per i residenti del condominio, costretti a subire gli abusi di inquilini, poi quasi tutti arrestati. L’appartamento, composto da 4 vani per un totale di circa 60 metri quadrati, apparteneva a un uomo condannato per attività illecite legate alla camorra. Al momento del suo arresto, l’immobile è stato prima sequestrato e poi confiscato ma, nonostante tutto, per anni è stato occupato abusivamente. Ad abitare nell’appartamento di via Isonzo per molto tempo sono state soprattutto donne e transessuali sudamericane. Da allora sono iniziati i problemi seri per i residenti del quartiere per via dell’atteggiamento degli inquilini che si sono resi protagonisti, in più occasioni, di reati come rapine, favoreggiamento della prostituzione e resistenza a pubblico ufficiale. Finiti quasi tutti in manette, circa un anno fa l’appartamento è risultato vuoto ed è rimasto abbandonato e in pessime condizioni igienico-sanitarie fino a ieri mattina, quando la polizia locale e i carabinieri hanno forzato la porta per entrare al suo interno, cambiare la serratura e blindare l’accesso.
«Ancora una volta l’azione sinergica delle nostre forze dell’ordine ha ridato sicurezza e decoro al nostro territorio», commenta il sindaco Ottavio De Martinis. «Oggi è una data importante per la città, perché acquisiremo, nel nostro patrimonio comunale, un altro bene sottratto alla camorra, e a breve formalizzeremo il passaggio con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati». Come anticipato dal sindaco, l’appartamento verrà utilizzato per fini sociali e dato in gestione ad associazioni legate alle forze dell’ordine operanti in città, così da mantenere un presidio di legalità in una zona particolarmente soggetta a prostituzione. «L’appartamento è situato nelle vicinanze del mare e attualmente è in uno stato di totale degrado anche a livello strutturale», spiega il consigliere Marco Forconi. «Quando le forze dell’ordine sono entrate nell’immobile, si è presentata ai loro occhi una scena davvero raccapricciante. Una volta entrato nel patrimonio comunale, l’appartamento verrà riqualificato grazie a un accordo con un istituto superiore che progetterà la ristrutturazione in maniera gratuita. All’arrivo della polizia locale erano presenti molti residenti della zona, che aspettavamo dopo anni di schiamazzi e di attività illecite, la liberazione definitiva dell’appartamento».
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