Un auditorium da 800 posti nel nuovo Conservatorio

In fase di elaborazione il progetto da realizzare nella ex scuola di via Saffi Magri: «Puntiamo su un finanziamento statale e attiveremo i nuovi corsi»
PESCARA. Per il Conservatorio di musica «Luisa D’Annunzio» è il momento della svolta. Dopo essere cresciuto molto in termini di corsi e di iscrizioni, acquistando grande visibilità a livello nazionale, ora vuole puntare più in alto. Ecco perché sta mettendo a punto un progetto da presentare al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che a breve pubblicherà il bando per mettere a disposizione circa cento milioni di euro al settore dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.
Accedendo a questi fondi, spiega il direttore Massimo Magri di ritorno da Dubai (dove si è esibito insieme a José Carreras), il Conservatorio sogna di realizzare un’idea ambiziosa a beneficio di tutta la città e non solo degli studenti. «Il finanziamento verrebbe utilizzato per realizzare al posto della ex scuola media di via Saffi, che il Comune ha recentemente ottenuto dal Demanio, un auditorium da 800 posti, annesso al Conservatorio, oltre ad una parte destinata alle nuove aule. Al momento disponiamo di un auditorium che può ospitare 250 persone che ci ha già dato problemi, essendo insufficiente ad accogliere il pubblico, in alcune occasioni». Magri pensa, ad esempio, all’appuntamento di fine mese, quando arriverà a Pescara «il gotha del flautismo mondiale e saranno organizzati masterclass e concerti con centinaia di persone attese».
L’auditorium, poi, risolverebbe anche la questione annosa, e da sempre irrisolta, della mancanza di un «fantomatico teatro», che probabilmente «mai si farà».
L’idea è stata già esaminata con i rappresentanti del Comune visto che sarà Palazzo di città a mettere a disposizione del Conservatorio la ex scuola Muzii. Si punta, quindi, a far collimare gli interessi di tutte le parti e il Comune avrebbe già chiarito di voler mantenere un certo grado di permeabilità tra viale Bovio e la strada parco e di voler gestire gli spazi attorno all’edificio di via Saffi, da buttare giù e ricostruire.
Questa operazione consentirebbe anche di ampliare gli spazi destinati alla didattica (aule attrezzate per la musica contemporanea e uno studio di registrazione), al momento insufficienti e inadeguati visto che Palazzo Mezzopreti non assicura le ampiezze e le attrezzature di cui c’è bisogno già oggi e di cui ci sarà bisogno ancora di più in futuro. Il Conservatorio, infatti, punta all’attivazione di nuovi corsi per ciò che riguarda «composizione di musiche da film, tecnico del suono e musiche elettroniche». La richiesta di autorizzazione è stata inviata al Miur e «la risposta è attesa a giorni ma al momento non possiamo attivare niente», mancando sia delle aule adeguate che il resto.
«Con i nuovi corsi», fa notare il direttore, «il Conservatorio potrà assicurare un’offerta più ampia», di conseguenza avrà più studenti e formerà «figure professionali più richieste rispetto a quelle classiche». I prossimi passaggi, quindi, saranno fondamentali e in questi giorni si coltiva la speranza che «attorno alla nostra idea si coaguli la volontà di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della città».
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