«Un botto e i rami nell’auto: sono svenuto»

6 Febbraio 2020

Donato Di Paolo stava tornando a Lettomanoppello, quando un grosso pino gli è crollato sulla macchina: l’ho scampata

LETTOMANOPPELLO. «Ho sentito un crack improvviso e dopo alcuni secondi un botto. E poi, dal parabrezza della mia auto, ho visto sporgere grossi rami dal tronco di un albero. Ho impiegato non so quanto tempo per rendermi conto di ciò che era accaduto. Ricordo solo che ho tentato di chiamare i soccorsi, il 118 e il 113, dicendo che mi trovavo dentro la macchina e che si era abbattuto un albero sopra l’auto, davanti alla stazione ferroviaria di Scafa, davanti a Villa Bianca». È il racconto che a mente lucida e «cuore calmo», il 59enne di Lettomanoppello Donato Di Paolo fa della disavventura vissuta martedì mattina a Scafa, quando un pino secolare, spezzato dal vento, si è abbattuto sulla sua auto. Lui vi era appena rientrato, per tornare a Lettomanoppello, dopo aver fatto un giro a Scafa.
«Dopo il contatto con i centralini, ricordo di aver intravisto in lontananza, fra i rami che coprivano il parabrezza, un uomo che stava telefonando con il suo cellulare. Poi ho sentito calare le forze e non so cosa sia successo e quanto tempo sia passato prima di sentire intorno a me una voce che mi diceva “sono qui, ti aiutiamo, stai tranquillo”, mentre nelle vicinanze intravedevo la macchina dei carabinieri forestali di Tocco da Casauria. Poi ho visto l'auto di soccorso del 118, i mezzi dei vigili del fuoco, e tanti agenti che si muovevano per tirarmi fuori dall’auto. Ero comunque stordito e non riuscivo a capire bene quello che stava accadendo intorno a me. Volevo chiamare i miei familiari, ma non avevo il numero sul telefonino e allora ho contattato un mio parente di Pescara, Luigi Melchiorre, che poi mi è stato vicino quando il medico del 118, dopo avermi fatto tutti gli accertamenti, ha disposto il mio trasferimento all’ospedale di Pescara per gli approfondimenti necessari».
L'evento è avvenuto verso le dieci di martedì mattina a Scafa. Alle 11, Di Paolo era già ricoverato a Pescara.
«È stata certamente la paura, che mi ha fatto perdere i sensi, anche perché», confida Di Paolo, «io sono cardiopatico e dunque mi rendo conto che per come sono andate le cose me la sono davvero scampata. Devo dire che qualche mese fa ho fatto anche tutti gli accertamenti di routine per valutare l’impianto di un defibrillatore, che i sanitari hanno ritenuto che non fosse necessario. Ora mi farò rivedere».
Per Di Paolo non è la prima disavventura a lieto fine con gli alberi. Lo scorso anno, come racconta lui stesso, si battè con l’amministrazione comunale di Lettomanoppello per convincerla a verificare la stabilità di un grosso albero, un ontano, situato nelle vicinanze della sua abitazione. Analisi che, una volta eseguite, accertarono la pericolosità della pianta, risultata fradicia nel tronco, che per questo fu tagliata. E anche allora se la scampò.
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