Un contagio nella banca Intesa Sanpaolo

30 Settembre 2020

Un caso nella filiale di corso Vittorio. I colleghi dell’impiegato stanno lavorando da casa, entro 48 ore la riapertura

PESCARA. Un caso di Covid alla banca Intesa San Paolo. La filiale di corso Vittorio Emanuele è rimasta chiusa per due giorni, ieri e lunedì, per consentire la sanificazione dei locali. La riapertura dello sportello bancario è prevista per oggi o domani. Nei giorni scorsi, un dipendente si è sottoposto a un tampone per ragioni personali ed è risultato positivo al test del coronavirus.
Da parte di Intesa è immediatamente scattata la procedura precauzionale di evacuazione e chiusura dell'istituto bancario. I colleghi dell'uomo, una ventina di dipendenti a rischio contagio, sono stati subito rimandati a casa. Sarebbero tutti in buone condizioni di salute e non è stato necessario applicare la quarantena. I venti dipendenti rimarranno a casa per almeno 12 giorni e continueranno a lavorare in smart working, mentre lo sportello di corso Vittorio riaprirà con personale prelevato da altre filiali del territorio. C'è stato allarme e preoccupazione, ieri, da parte dei clienti della Banca Intesa di corso Vittorio che si sono ritrovati con lo sportello sbarrato e un cartello che indicava la chiusura per "motivi tecnici". Il messaggio ha destato malumori iniziali, ma la chiusura dello sportello si è resa necessaria per ragioni precauzionali. Il dipendente trovato positivo al Covid pare fosse asintomatico. Nulla, dunque, avrebbe fatto presagire uno scenario simile. Una volta sottoposto a tampone, ha informato la banca che ha abbassato le serrande lunedì, alla fine del turno pomeridiano. Per tutta la giornata di ieri, gli ambienti sono stati igienizzati e l'istituto prevede di riaprire oggi, al massimo domani. Non sarebbe l'unico caso di Covid registrato all'interno delle filiali territoriali. Sono esclusi pericoli di contagio dal momento che il personale che entrerà in servizio è completamente, e temporaneamente, rinnovato. Altri casi di Covid si sono registrati a luglio alla Fater. L'allarme è scattato nello stabilimento di via Raiale, quando uno degli addetti ha comunicato di essere positivo. Subito sono stati eseguiti tamponi ai 53 colleghi che potevano risultare infettati.
A metà settembre nel piccolo centro di Rosciano, si è scatenato il panico per quattro casi di coronavirus registrati in un’azienda del settore alimentare delle carni. Quattro persone erano state poste in isolamento fiduciario e tre residenti sottoposti a tampone. L'allarme è rientrato nel giro di pochi giorni.