«Un delirante gesto altruistico»
Ma per lo psichiatra Capiniello è prematuro parlare di un disturbo mentale
ROMA. Per ore, ieri a Trento, le autorità hanno cercato il padre dei bimbi ucciso. Fino a quando il cadavere è stato ritrovato ai piedi di una scarpata: un suicidio dopo un duplice omicidio. «Pare si trattasse di una persona senza precedenti né disturbi psichici», spiega Bernardo Capiniello, presidente della Società italiana di psichiatria e direttore del dipartimento di salute mentale dell’università di Cagliari. «Il gesto sembra improvviso, inaspettato. In astratto i suicidi preceduti da omicidi vengono definiti “altruistici”, compiuti cioè dopo aver ucciso persone care, in preda a un disturbo delirante, quasi sempre legato alla depressione: un delirio di rovina economica, sociale, personale per cui il soggetto vede un futuro disperato e, altruisticamente, decide di sottrarre a questo destino ineluttabile i priori cari, per poi suicidarsi».
Altra ipotesi è quella della “Sindrome di Giocasta”, riferita ai casi in cui la madre uccide i figli per vendetta nei confronti del partner.
«È una situazione più frequente nel mondo femminile, in presenza di donne con alterato senso della realtà, ma si verifica anche negli uomini».
Cosa spinge un genitore a uccidere un figlio per vendetta nei confronti dell’altro?
«A mio avviso l’episodio altro non è che uno dei modi di espressione dell’aggressività umana, portato ai suoi estremi limiti. Spesso si ricorre al termine pazzia, ma i reati più efferati vengono quasi sempre compiuti da persone sane. Per parlare di disturbo mentale ci vogliono criteri precisi. Altrimenti dovremmo definire qualunque assassinio una follia, ma neanche il 10% dei reati contro la persona è compiuto da persone malate. Certo, possiamo estendere il concetto ad alcuni problemi della personalità gravi, ma un disturbo di questo tipo non esclude la capacità di intendere e volere».
La naturale aggressività umana è spesso causa di tutto?
«Se mi trovo in uno stato di grande tensione e faccio uso di sostanze come coca e alcol avrò più probabilità di compiere un omicidio. Ma certe forme raggiungono limiti estremi a prescindere: è una parte implicita nella natura umana. In teoria, qualunque persona potrebbe avere manifestazioni di questo tipo; quanto più si aggiungono elementi particolari, come appunto sostanze di abuso o particolari strutture caratteriali (antisociali, egocentriche, prive di senso morale e sensi di colpa), tanto più la probabilità aumenta».
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