Un leader capace di ascoltare

tutti i sindaci e i cittadini
CAPESTRANO. Ha ricoperto incarichi importanti ai tempi della Democrazia cristiana, tra i quali quello di assessore e segretario provinciale del partito scudo-crociato all’Aquila. È stato ai vertici di aziende di trasporto come Arpa, che funzionava come un gioiellino, e Sangritana. Ora Alfonso D’Alfonso ha fatto una scelta diversa, e assieme alla moglie ha aperto un agriturismo a Capestrano, “Terra di Solina”, un nome che omaggia l’antica varietà di grano che in questi ultimi anni si va riscoprendo per le sue caratteristiche nutrizionali. Ma D’Alfonso è una persona che la macchina amministrativa la conosce molto bene. «Le priorità dell’Abruzzo», esordisce, «visto che stiamo parlando di Regione, sono la riorganizzazione e l’efficientamento della macchina amministrativa dell’ente. Occorre riorganizzarla, motivando il personale e ricalibrando le risorse per quelli che sono i settori maggiormente significativi. Una cosa è chiara: non puoi andare alla guerra se non hai l’esercito; per questo bisogna individuare una nuova governance per competenza, e non per obbedienza. Una governance che sia estremamente competente».
Sempre rimanendo nell’ambito della Regione, secondo Alfonso D’Alfonso «sicuramente un’altra priorità è quella di aumentare la capacità di spesa dell’ente. Spesso», osserva, «il problema non è la mancanza di risorse, ma la capacità di spenderle. Direi che c’è bisogno di sburocratizzare, fluidificare le procedure, e soprattutto, di una riorganizzazione nell’ambito della quale la Regione deve cominciare a scrivere bandi più chiari, che vadano effettivamente a sostenere gli investimenti finalizzati alla crescita e allo sviluppo. Indubbiamente la Regione deve imparare anche a comunicare e uno dei messaggi che dobbiamo lanciare all’esterno con forza è che il nostro è un territorio sicuro. Purtroppo, sono successe troppe cose negative, comunicate in maniera distorta: tra valanghe, smottamenti, autostrade, scuole, l’aspetto che mostriamo all’esterno non è quella di una regione sicura. Dobbiamo invece ricostruire questa immagine di regione estremamente sicura, soprattutto ai fini turistici».
E non è finita qui. «Vanno riviste alcune cose anche in merito alle competenze strettamente regionali, come la sanità, ad esempio. Dobbiamo riscrivere questo capitolo, perché oggi si registra sfiducia tra gli operatori e anche tra i cittadini. E poi ci sono i trasporti, con una riforma rimasta a metà. Trasporti, in Abruzzo, non deve significare solo servizi minimi, ma che siano anche funzionali allo sviluppo turistico. Non parliamo solo dell’aeroporto, ma anche di ferro e gomma. Bisogna crederci e investire di più in questo settore, e completare la riforma rimasta a metà. Inoltre, vanno potenziati gli uffici turistici, oggi ridotti al minimo». Come deve essere il nuovo presidente?
«Per me è semplice. Deve conoscere perfettamente questa regione, deve conoscere gli abruzzesi, deve essere un uomo a cui viene naturalmente riconosciuta la leadership, deve avere grande capacità di ascolto, soprattutto dei sindaci, delle forze sociali, ma anche dei cittadini, deve avere una e grande capacità di essere ascoltato al di fuori della regione. E, infine, deve essere indipendente da partiti e partitini». (a.bag.)

